Famiglie e studenti

«Accordi con 700 aziende per gli stage degli studenti»

di Maria Piera Ceci

Succo d’uva, biscotti, confetture e farina. Prodotti naturali venduti in e-commerce e andati a ruba sotto Natale, frutto del lavoro degli studenti del’'Istituto Domenico Sartor, in provincia di Treviso: 625 studenti divisi su due sedi (Castelfranco Veneto e Montebelluna) e tre corsi: (Tecnico in Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, Professionale in Agricoltura e Sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e quello di Iefp in “Operatore Agricolo”. «Una scuola fra i campi», racconta la dirigente scolastica Antonella Alban.

Sul sito leggiamo che la Sartor è un «luogo dove coltivare giovani menti» o «studiare all'aria aperta». Ci spiega? L’Istituto si contraddistingue per essere la scuola del “fare”.. dove gli studenti possono sperimentare concretamente le nozioni apprese in classe. Questo è possibile grazie a una spinta attività laboratoriale realizzata tramite l’utilizzo dei 20 ettari di azienda agricola di cui l’istituto dispone e dei laboratori di chimica e biologia e di trasformazioni agro-alimentari. Anche l’aspetto del marketing viene studiato e realizzato nel punto vendita presente nell'istituto. In questo particolare momento si è anche pensato di attivare un e-commerce dei prodotti che la scuola produce.

Dove vanno a lavorare principalmente i ragazzi del Sartor?
Principalmente gli studenti in uscita trovano impiego in aziende del settore agricolo legato alle produzioni vegetali ed animali e alle trasformazioni agroalimentari. Una buona percentuale è occupata anche nelle associazioni di categoria, in consorzi e in enti pubblici vari. Tanti ragazzi del corso tecnico proseguono gli studi universitari presso le facoltà di agraria e medicina veterinaria. La relazione con il mondo del lavoro è continua, grazie a circa 700 convenzioni con aziende che accolgono i nostri studenti per lo svolgimento dei percorsi di stage lavorativo. Tante le aziende che poi assumono gli ex studenti che hanno incontrato durante il tirocinio.

E il progetto di cui va più orgogliosa?
Sono tanti quelli che portiamo avanti sia con partenariati nazionali e internazionali. Basti pensare alle attività svolte in paesi sottosviluppati per la realizzazione di fattorie produttive oppure progetti di sperimentazione in agricoltura in collaborazione con enti di ricerca vari. Un fiore all'occhiello è sicuramente il progetto Bionet (Rete regionale per la biodiversità di interesse agrario e alimentare del Veneto). Attraverso questo progetto è stato possibile proseguire l’attività di conservazione e caratterizzazione di alcune razze avicole venete e cereali tipici, soggetti a erosione genetica e quindi in pericolo di estinzione.


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