Famiglie e studenti

Una paritaria costa 4mila euro in media l’anno

di Claudio Tucci

Un’alternativa per famiglie e studenti alle scuole statali sono gli istituti paritari. Lo scorso anno scolastico, secondo gli ultimi dati del ministero dell’Istruzione, ne erano attivi 12.423, circa 140 in meno rispetto al 2018/2019. Anche gli alunni frequentanti hanno subito un calo, attestandosi a quota 851.267 (l’anno prima erano 866.805), oltre 15mila ragazzi in meno, quindi; a testimonianza dei primi effetti su questo mondo dell’emergenza sanitaria.

E a settembre altre decine di scuole paritarie hanno chiuso i battenti (per il dato ufficiale occorre attendere i prossimi mesi); ben sapendo che ogni istituto chiuso genera un effetto domino sul territorio visto che comporta il “trasferimento”, in un certo senso obbligato, dei ragazzi verso le strutture pubbliche.

Le novità della manovra 2021

Anche per tamponare questa situazione emergenza il governo con la manovra 2021 ha previsto stanziamenti aggiuntivi: «Abbiamo introdotto 70 milioni aggiuntivi, rispetto ai 24,3 già presenti, per un totale di 94,3 milioni, per aiutare le scuole paritarie che accolgono studenti disabili - ha spiegato l’ex sottosegretario, Gabriele Toccafondi, ora capogruppo Iv in commissione Cultura alla Camera, da sempre attento al mondo non statale -. Parliamo di circa 8mila euro a studente, visto che sono intorno ai 12mila i ragazzi disabili che frequentano le paritarie. Si tratta di un primo aiuto, considerato che un docente di sostegno costa tra i 25mila e i 30mila euro l’anno, a seconda del contratto di lavoro con cui è assunto. Anche il fondo per l’infanzia è salito, con la legge di Bilancio 2021: da 12 milioni, che sono stati confermati, si è passati a 20 milioni». Del resto, la fetta di principale di alunni delle paritarie, oltre mezzo milione, è presente nel segmento dell’infanzia. Il settore, sempre secondo i numeri dello scorso anno scolastico, ha impiegato circa 90mila docenti (contro gli oltre 800mila delle scuole statali, supplenti inclusi).

Iscrizioni e fondi

Anche quest’anno, se si deve iscrivere il figlio a una scuola materna, l’iscrizione è solo cartacea. Negli altri ordini di scuola è aumentato il numero di paritarie che utilizza la procedura online come nelle scuole statali (l’opzione resta comunque volontaria). Il finanziamento dell’Erario alle scuole paritarie è stato riportato a oltre 500 milioni di euro annui: «Siamo a 512 milioni - ha ricordato Toccafondi -. Sono risorse che vanno a tutti gli istituti, e adesso sono stabilizzate, a differenza di 4/5 anni fa che andavano di volta in volta rifinanziate».

I costi delle rette

Il costo medio di una retta oscilla tra i 3 e i 4mila euro l’anno, con picchi che possono arrivare a 9-10mila euro annui in alcune superiori. Cifre sostanzialmente in linea con quelle degli scorsi anni. Su questo, anche grazie agli interventi della Cei, non si è assistito a un boom di aumenti legati agli effetti del coronavirus. L’ammontare della retta varia a seconda dell’istituto scelto e, di solito, non include i costi di libri e materiale didattico, delle visite guidate, dei viaggi di istruzione, dell’eventuale servizio di scuolabus e di altre attività extrascolastiche proposte nel piano dell’offerta formativa. Inoltre, al momento dell’esame di Stato, viene chiesta un’ulteriore tassa. A differenza della scuola statale dove, fino all’età dell’obbligo scolastico, la frequenza è gratuita e per le famiglie disagiate anche il costo dei libri è a carico degli enti locali. Nel triennio delle superiori le famiglie pagano le tasse scolastiche obbligatorie annuali. Sono comunque previsti, per tutte le spese legate all’istruzione, sconti fiscali per le famiglie (ad esempio, la detrazione fino a 800 euro di costo sostenuto) e, in genere, le strutture scolastiche paritarie sono più spesso curate, all’avanguardia e pulite.

Altre caratteristiche

Nella scuola paritaria, la famiglia paga per ottenere un servizio efficace. E quindi più difficilmente si hanno bocciature. Anche perché spessissimo si hanno classi con meno alunni (mediamente dagli 8 ai 15). Ogni ragazzo è più seguito dal docente e ha anche maggiori occasioni di farsi interrogare per recuperare eventuali gap di apprendimento. Per quanto riguarda i servizi aggiuntivi, spesso vengono organizzati stage linguistici all’estero, convenzioni con impianti sportivi o con servizi ad hoc di trasporti. Infine, per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano è garantito il dopo scuola fino al tardo pomeriggio.


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