ITS e imprese

Due miliardi a Istituti tecnici superiori e lauree professionalizzanti

di Claudio Tucci

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Il governo, per la prima volta in Italia, scommette davvero sulla filiera formativa terziaria professionalizzante e, nell’ultimissima bozza del piano nazionale per il Recovery Plan, mette sul piatto circa 2 miliardi di euro: 1,5 per rilanciare gli Its, gli Istituti tecnici superiori, e i restanti 450 milioni per le lauree professionalizzanti, strettamente legate al mondo produttivo.

«È un’occasione unica per dotare il nostro paese di un canale di alta specializzazione tecnico-professionale che all’estero esiste da tempo con risultati positivi sotto gli occhi di tutti - ha spiegato il consigliere economico del ministro dell’Economia, Marco Leonardi -. Si tratta di un investimento importante che dovrà servire per riformare il settore, aumentando sensibilmente il numero di studenti e la qualità dei percorsi».

Per gli Its c’è un finanziamento di circa 300 milioni in più l’anno (rispetto alle poche decine di milioni oggi previsti), con l’obiettivo, nel tempo, di far salire del 150% gli iscritti e del 50% i diplomati. Le nuove risorse, è scritto ancora nel documento del governo, «dovranno essere finalizzate a rafforzare l’offerta formativa, spingendo su dotazioni strumentali e logistiche e incrementando la partecipazione delle imprese». In pratica, si dovrà puntare sugli Its migliori per quanto riguarda laboratori e didattica innovativa, legata al 4.0 (non pertanto su realtà decotte e slegate da aziende e territori); creando, anche, una struttura amministrativa interdipartimentale per gestire l’intero processo.

Il segnale che vuol mandare l’esecutivo a famiglie e studenti, spiegano fonti di governo, è che l’istruzione tecnico-professionale non è di serie B, ma un passepartout fondamentale per il lavoro dei giovani e per la ripresa economica dell’Italia.

I 450 milioni per le lauree professionalizzanti dovranno servire per legare l’offerta formativa alle specifiche esigenze delle aziende del territorio, coinvolgendo anche gli Its, sperimentando così nuove tipologie di percorsi (ad esempio, le lauree industriali manifatturiere).

«Le risorse messe in campo dal governo per l’intera filiera terziaria professionalizzante sono un segnale importante - ha sottolineato Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il capitale umano -. Si dovrà puntare su corsi mirati alle esigenze delle imprese. Il rafforzamento dell’istruzione tecnico-professionale è strategico per far crescere l’Italia».


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