Famiglie e studenti

Teledidattica anche per alunni con fragilità o in quarantena

di Francesca Lascialfari

A inizio anno le scuole hanno redatto il piano per la didattica digitale integrata (Ddi) con i criteri e le modalità per riprogettare la Ddi a livello di scuola, e può prevedere un equilibrato bilanciamento tra attività sincrone ed asincrone. Nella stesura del piano i collegi dei docenti hanno tenuto conto delle indicazioni ministeriali, prevedendo un utilizzo diversificato della Ddi nei vari ordini di scuola: nelle scuole del primo ciclo l’uso della didattica a distanza non è previsto in situazione ordinaria, per cui il piano, in questo caso, regolamenta i casi in cui la necessità di ricorrervi sia legata al contenimento del contagio o, in extremis, qualora sia inevitabile la didattica a distanza al 100 per cento.

Lezioni on line

Alle superiori, invece, già prima dell’istituzione delle zone rosse la didattica a distanza poteva essere impiegata quale modalità complementare alle lezioni in presenza secondo criteri stabiliti dagli organi collegiali delle singole scuole. Ad esempio, alcune scuole hanno ritenuto di dividere le classi in sottogruppi, in modo da poter accogliere metà classe in aula e consentire alla parte rimanente di seguire le lezioni in videoconferenza. Altre, spesso in presenza di un basso numero di aule con capienza sufficiente a contenere classi intere, hanno preferito alternare settimane a distanza con settimane in presenza per l’intero gruppo classe. In generale, comunque, le scuole di ogni ordine e grado, insieme agli enti proprietari degli immobili, hanno lavorato in estate per assicurare agli alunni quanto più possibile la didattica in presenza, consapevoli dell’importanza del ruolo della scuola come luogo di formazione e crescita della persona.

Quarantene e isolamento

In questo avvio di anno scolastico tutte le scuole, in qualche misura, si sono prima o poi imbattute nella necessità di attivare la didattica a distanza per singoli studenti, piccoli gruppi o intere classi che fossero stati raggiunti da provvedimenti di quarantena dell’autorità sanitaria. In tali casi, in cui spesso agli studenti in quarantena si aggiungono anche alcuni docenti della classe individuati mediante il contact tracing, le scuole attivano prevedono, se necessario, una rimodulazione oraria in modo da garantire una continuità educativa e didattica con modalità già sperimentate durante il lockdown della scorsa primavera. Le difficoltà organizzative riguardano non solo l’aspetto tecnologico (come l’assenza di connettività e la mancanza di device), bensì anche la gestione del gruppo di studenti che frequenta le lezioni in presenza, considerato che è necessario assicurare la vigilanza sebbene alcuni docenti siano impossibilitati a prestare il proprio servizio da scuola. Di più semplice gestione è invece il caso in cui uno studente sia posto in isolamento fiduciario a seguito di contagio da Covid-19: ove le sue condizioni di salute lo consentano, la scuola assicurerà che l’alunno possa seguire le lezioni da casa, utilizzando i sistemi di videoconferenza disponibili ovvero le funzioni del registro elettronico e le piattaforme in uso nella scuola per la consegna dei compiti e l’acquisizione di dispense o appunti.

Le regole per gli insegnanti

Il recente Ccni ha descritto anche la posizione dei docenti posti in quarantena o isolamento fiduciario in merito alla prestazione di servizio. La quarantena, disposta dall’Autorità sanitaria, non configura una incapacità temporanea al lavoro fintanto che il lavoratore non si trovi nella condizione di malattia certificata. Pertanto il docente è in grado di prestare la propria attività lavorativa nei suoi diversi aspetti (insegnamento e attività funzionali) sotto forma di didattica digitale integrata, dal proprio domicilio. La scuola potrà intervenire con la concessione in comodato d’uso dei devic. Se il docente invece è contagiato da Covid-19, indipendentemente dalla gravità, non può svolgere attività lavorativa.

Alunni con gravi patologie

Un discorso a parte deve essere fatto per quanto riguarda alunni con gravi patologie o immunodepressi. Come indicato dalla O.M. 134 del 9 ottobre 2020, la condizione di fragilità deve essere valutata dal medico di medicina generale o dal pediatra in raccordo con il dipartimento di prevenzione territoriale: alla scuola dovrà essere presentata certificazione attestante l’impossibilità per lo studente di frequentare le lezioni in presenza. In tal caso, l’alunno fruirà della proposta didattica dal proprio domicilio, anche attraverso diverse modalità o percorsi di istruzione integrativi (eventualmente di istruzione domiciliare, qualora ne ricorrano i presupposti) che le scuole attivano avvalendosi dell’organico dell’autonomia o, qualora disponibile, di docenti con contratti Covid.

In tutti i casi in cui è attivata la didattica digitale integrata, occorre che le scuole, tengano conto del contesto e della sostenibilità della proposta didattica, basata su modalità e strategie innovative e non già una mera trasposizione dei contenuti e delle metodologie adottate nelle tradizionali lezioni in presenza.

Particolare attenzione deve essere posta sugli studenti con disabilità, con disturbi specifici dell’apprendimento o altri bisogni educativi speciali. Per questi alunni, le lezioni in presenza saranno sempre da privilegiare, dopo attenta valutazione da parte dei docenti e delle famiglie: il carico di lavoro giornaliero andrà concordato e calibrato sullo specifico bisogno del ragazzo, il concreto beneficio dell’uso della strumentazione tecnologica attentamente vagliato in termini di efficacia dell’azione didattica.


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