Famiglie e studenti

Scuole di eccellenza, la collaborazione con le aziende del territorio antidoto alla crisi Covid

di Maria Piera Ceci

Secondo Eduscopio 2020 gli studenti dell'Istituto tecnico tecnologico Marconi di Dalmine (in provincia di Bergamo) trovano un lavoro a due anni dal diploma con una percentuale dell'84,5 per cento. Percentuali che si riferiscono ai tempi preCovid, ma che non preoccupano al momento il dirigente scolastico, Maurizio Adamo Chiappa: «Siamo in una provincia in cui il manifatturiero è molto importante. Il nostro è un tecnico che ha 1.300 studenti, suddivisi nei vari percorsi di studio: telecomunicazione, informatica, elettronica, automazione, meccanica, energia, chimica dei materiali. La nostra forza sono le tante aziende con le quali collaboriamo.

Come si raggiunge al Marconi una percentuale così alta di studenti che trovano lavoro?
La cosa di cui vado più orgoglioso è il nostro salone aziendale, in cui i ragazzi del quinto anno fanno delle simulazioni di colloqui di lavoro con molte aziende. Nel corso dell'ultima settimana di scuola le due palestre diventano il luogo dove gli studenti incontrano le aziende, presentano il loro curriculum e da lì nascono contatti che magari vanno a buon fine. Lo facciamo a scuola perché così i ragazzi terminano il loro percorso presentandosi al territorio. Poi possono decidere cosa vogliono fare dopo: andare all'università, proseguire con la formazione in un Its, oppure andare a lavorare. E' uno spettacolo: i ragazzi che hai visto in prima titubanti e insicuri li vedi trasformati in ragazzi vestiti con camicia e giacca. Parlano delle loro aspirazioni, spesso in inglese. Due anni fa sono venute un centinaio di aziende del territorio. Lo scorso anno l'iniziativa si è svolta invece in forma virtuale.

Come si fa in una scuola pratica come la sua a preparare i ragazzi per il mondo del lavoro in un anno in cui le lezioni si svolgono in didattica a distanza?
La tecnologia aiuta molto. Abbiamo imparato nella prima fase del lockdown quali sono le tecnologie che si possono usare, soprattutto per le attività laboratoriali. Ora stiamo cercando di costruire, in collaborazione con le aziende, dei laboratori in cui i ragazzi possano interagire con delle macchine vere anche a distanza. E' molto difficile, ma bisogna assolutamente combattere. Stiamo anche cercando di creare delle attività di alternanza scuola-lavoro in smart working. Del resto, bisogna garantire la sicurezza prima di tutto, prima ancora di pensare alle attività didattiche.

Studenti che non fanno fatica a trovare lavoro. Non teme che quest'anno possano calare le richieste, vista la crisi generata dalla pandemia?
Dalle prime informazioni che ho sembrerebbe di no. Per le tipologie di attività per le quali formiamo i nostri studenti. la richiesta è ancora alta. Non dispongo di un'analisi puntuale, però a giudicare dalle mail che arrivano di richieste di diplomati siamo ancora più o meno sui numeri dell'anno scorso.


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