Famiglie e studenti

Ingresso alle 9 per le superiori obbligatorio solo se ci sono criticità nei trasporti

di Eugenio Bruno

[Il prolungamento ulteriore dell’orario di ingresso contenuto nel nuovo Dpcm non vale in automatico per tutte le scuole. Serve comunque un tavolo tecnico]

L’inizio delle lezioni alle 9 per le scuole superiori è un semi-obbligo. O un quasi obbligo. Nel senso che il prolungamento ulteriore dell’orario di ingresso contenuto nel nuovo Dpcm dovrà essere adottato nei territori in cui si riscontrano criticità per i trasporti, così da allungare l’ora di punta e decongestionare al meno in parte i mezzi.

Ma solo dopo averne discusso nei tavoli tecnici istituiti per l’inizio dell’anno scolastico. Altrove, dove la pressione sulla mobilità urbana o suburbana non è alta, si proseguirà con lo scaglionamento già in vigore da settembre.È questa l’interpretazione fornita dal ministero dell’Istruzione, che presto finirà anche in una nota inviata a tutti i dirigenti scolastici.

L’obbligo contenuto nel Dpcm

La formula contenuta nel decreto del presidente del Consiglio sempre introdurre un obbligo: «le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell'attività didattica». Come? Da un lato «incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza»; dall’altro, «modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l'ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00».

Il testo dice «adottano» non «possono adottare» dunque sembra imporre una regola valida per tutti. Ma la norma va letta tutta anche nella premessa: «Fermo restando che l'attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell'istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali». Dunque è lo stesso provvedimento di urgenza a chiedere che ci sia una situazione critica o di rischio su base locale. E l’affollamento dei trasporti rientra di diritto tra questi casi.

L’interpretazione della ministra e dei presidi

A far propendere per questa interpretazione sono anche le dichiarazioni rilasciate a caldo dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. In un post su Facebook l’esponente pentastellata ha assicurato che la scuola resta aperta e, a proposito dell’ingresso alle 9 e dei turni pomeridiani, ha aggiunto: «Possibile flessibilità sugli orari per le scuole superiori ma solo attraverso interventi mirati».

La stessa interpretazione è stata fornita dai dirigenti scolastici. In una nota il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha sottolineato che «gli orari di inizio delle lezioni delle scuole secondarie di secondo grado devono tenere conto del contesto: la situazione dei trasporti pubblici nelle aree metropolitane è molto diversa da quella nei piccoli centri».

Per poi specificare che «la decisione sugli orari di ingresso a scuola è in ogni caso lasciata alla loro competenza autonomistica. L'orario di ingresso alle 9 - ha chiarito - può trovare giustificazione nelle grandi aree metropolitane, dove il trasporto pubblico locale è congestionato, ma non nei piccoli centri dove le condizioni sono molto diverse».

In arrivo la nota con le istruzioni alle scuole

A sciogliere definitivamente il rebus sarà a breve una circolare che gli uffici di viale Trastevere stanno già predoisponendo e che sarà inviata il prima possibile alle scuole. Al suo interno dovrebbe essere innanzitutto ribadito che la modulazione degli orari oltre quanto non sia già stato fatto presuppone la presenza di una situazione di criticità comunicata al ministero. E che la soluzione più adatta a risolvere il singolo caso va discussa all’interno dei tavoli regionali di coordinamento attivi da quest’estate. Ciò significa che l’inizio delle lezioni alle 9 o l’avvio dei turni pomeridiano non potrà avvenire dalla sera al mattino solo sulla base del Dpcm.


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