Famiglie e studenti

Mai più seggi elettorali nelle scuole. Cittadinanzattiva: «Bene l’accelerazione del Viminale, disponibili a collaborare per individuare sedi alternative»

di Redazione Scuola

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«Apprezziamo vivamente e condividiamo la decisione del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese di proseguire l'interlocuzione con l'Anci, attraverso l'istituzione di un gruppo di lavoro per individuare immobili alternativi agli edifici scolastici, d'intesa con le Prefetture, da utilizzare come seggi elettorali, come avviene già da decenni in molti altri Paesi europei. Sin da su subito abbiamo chiesto che si superasse questa pratica irrispettosa e incivile che perdura da troppo tempo nel nostro Paese e che lede il diritto costituzionale allo studio interrompendo, ad ogni tornata elettorale, l'erogazione di un servizio pubblico cruciale quale è quello della scuola. Tanto più che, in questo periodo di emergenza, non si può pensare di sottrarre ulteriori spazi alle scuole né di privare i ragazzi di un solo giorno in aula», afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

Nel corso delle ultime elezioni del 20 e 21 settembre scorso sono state 1.453 le sezioni elettorali, in 465 comuni italiani, collocate al di fuori degli edifici scolastici.

In prevalenza si è trattato di Comuni di piccole dimensioni ma anche di capoluoghi di provincia come Bergamo, Biella, Pordenone, che hanno individuato seggi alternativi alle scuole come municipi, musei, padiglioni fieristici, centri giovanili e per anziani. Ciò è stato possibile grazie ad una prima attività di collaborazione tra Anci, ministero dell'Interno, e all'impegno di sindaci particolarmente sensibili e determinati a trovare soluzioni innovative per non penalizzare la scuola appena riaperta dopo i lunghi mesi di lock down.

«Cittadinanzattiva - conclude Adriana Bizzarri – è disponibile attraverso i propri rappresentanti territoriali, come già sta facendo ad esempio in alcuni Comuni della Campania e del Molise, ad interloquire con i sindaci e a collaborare al fine di trovare soluzioni alternative a questo scopo. Occorre impegnarsi da subito perché già in occasione delle elezioni di primavera si possano utilizzare i nuovi seggi, evitando così ulteriori perdite di giorni di scuola in presenza ai nostri studenti già fortemente penalizzati».


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