Famiglie e studenti

Scuola, da “Lettera 150” una road map per intercettare Recovery fund: «Inutile accanirsi a mantenere l’attuale sistema»

di Redazione Scuola

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«Il sistema italiano di istruzione e formazione porta al successo di lauree e dottorati soltanto il 25% dei giovani che iniziano il percorso a tre anni d'età. Per di più con 13 anni di studio pre terziario gli studenti non riescono ad ottenere i risultati, dicono i dati Ocse Pisa e Invalsi, che i colleghi degli altri paesi ottengono in 12 anni. Inutile, quindi, accanirsi a mantenere (come si sta facendo) le strutture portanti e le routine amministrative della scuola che abbiamo. Serve cambiare in profondità, per non ritrovarci tra altri dieci anni più o meno nelle stesse condizioni di oggi», dicono i professori di Lettera150, il think tank che riunisce circa 250 accademici di diverse discipline.

L'associazione ha tracciato, in un documento curato da Giuseppe Bertagna e che sarà pubblicato sul primo numero della rivista Lettera150, una road map per l'ammodernamento del sistema che tiene conto dei 7 flagship contenuti nelle Linee guida definite dalla Commissione europea per l'accesso ai prestiti del Recovery Fund.

La road map si articola su sei progetti:
1. Digitalizzazione completa del sistema scuola anche al fine di superare il gravissimo e pericoloso equivoco della didattica a distanza concepita come un'estensione in streaming di quella in presenza.

2. Introduzione della medicina scolastica territoriale.

3. Progressiva generalizzazione dell'attuale sperimentazione sulla secondaria di 4 anni al fine di istituire un campus unitario nel quale gli studenti possano incontrare percorsi formativi di pari dignità tutti nominati Licei così da archiviare la gerarchizzazione introdotta 150 anni fa tra istruzione liceale, tecnica e professionale; ogni campus prevede anche l'attivazione di una Smart Academy per erogare percorsi formativi post secondari professionalizzanti a numero programmato, della durata, a seconda dei profili, da uno a tre anni, paralleli ai percorsi universitari.

4. Istituzione della figura del docente gouverneur-tutor per rendere possibile la personalizzazione dei percorsi formativi e avvio del processo che porti ad articolare una vera e propria carriera per gli insegnanti.

5. Nuova formazione iniziale dei docenti per impedire di entrare in ruolo come accade oggi in media a 43 anni e dopo un precariato ormai strutturale.

6. Nuove modalità di reclutamento dei docenti con concorsi banditi da reti di scuole per superare definitivamente il precariato e la lotteria delle graduatorie.


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