Famiglie e studenti

Una corsia preferenziale nelle Asl per i sospetti casi di contagio nelle scuole

di Eu. B.

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Una “corsia preferenziale” delle Asl per la gestione dei casi sintomatici a scuola. È la richiesta che la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha formulato nel corso del Consiglio dei ministri di ieri al suo collega Roberto Speranza (Salute) e che avrebbe ricevuto la condivisione dei capi delegazione della maggioranza. Nel frattempo l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha confermato che nonostante l’aumento dei casi la trasmissione del Covid-19tra i banchi resta molto limitata.

La richiesta della ministra Azzolina
Stando a quanto si è appreso al termine del Cdm di ieri la ministra Azzolina (insieme alla sua collega della Famiglia, Elena Bonetti) avrebbe chiesto più tempestività nella risposta dei dipartimenti di Prevenzione alle scuole, utilizzo dei test rapidi non solo per le operazioni di screening e maggiore uniformità delle Asl nell’interpretazione dei protocolli. Andando così incontro alle richieste provenienti dai dirigenti scolastici che hanno lamentato l’applicazione sul territorio di prassi diverse da regione a regione. Probabilmente sarà una nota del ministro Speranza a fornire istruzioni più precise in proposito.

L’analisi dell’Iss
La trasmissione del Covid nelle scuole «è strettamente monitorata e ad oggi risulta molto limitata. I protocolli stanno funzionando. Continuiamo a lavorare con il Ministero dell'Istruzione e il Ministero della Salute perché i ragazzi vadano a scuola». Questo il tweet del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro che ha poi rassicurato: le rigide misure adottate per la ripresa delle lezioni negli istituti scolastici stanno avendo effetto, i circa 2.000 positivi - tra alunni, docenti e personale Ata - sono un numero limitato se rapportato al mondo della scuola, composto da oltre 8 milioni di studenti e quasi 1 milione di professori.

Mascherina in classe, non si cambia
Intanto, mentre lo stesso Consiglio dei ministri ha prorogato lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021, non cambiano le regole sull'uso delle mascherine in classe (il commissario Arcuri ha detto che attualmente ne vengono distribuite 11 milioni in 18mila scuole): se c’è il metro di distanza, i ragazzi, se seduti al banco, possono abbassarle. Non avviene così, però, in molte scuole, nelle quali i docenti chiedono a bambini e ragazzi di tenerle sempre, anche per molte ore di seguito. A lamentarlo è “Pillole di ottimismo”, un gruppo composto da docenti, ricercatori, giornalisti, professionisti, medici, che ha inviato una lettera aperta ai ministri dell'Istruzione, della Salute e al coordinatore del Cts, evidenziando che le misure adottate per la scuola sono «estremamente stringenti» e ne chiedono una attenuazione, anche dal momento che non è la scuola «il contesto sociale con il più alto rischio di contagio del virus».

Nuovi casi di positività negli istituti scolastici
Solo ieri sono state chiuse due scuole a Napoli; in una media di Rimini, dove un’insegnante è risultata positiva, è stato imposto l'uso delle mascherine anche da seduti ai ragazzi; altri due ragazzi sono risultati positivi in un istituto di Brindisi; in una media di Soci, nel comune di Bibbiena (Arezzo), sono stati riscontrati altri 11 casi positivi oltre i 18 degli scorsi giorni; ci sono 4 nuovi casi in Alto Adige, mentre riaprono domani due scuole di Toro (Campobasso) chiuse dal 5 ottobre per alcuni casi di positività. Proseguono poi i test rapidi - sia orofaringei che salivali - nelle scuole del Lazio; da lunedì verranno effettuati anche nelle scuole in Lombardia.


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