Famiglie e studenti

Nidi convenzionati contro Roma capitale; abbandonati a noi stessi, rischiamo di chiudere

di Redazione Scuola

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«Gli asili nido e i servizi 0-6 sono uno strumento fondamentale di educazione per i bambini e le bambine e di sostegno alle famiglie ed è noto che l'accesso a servizi socio-educativi di qualità, soprattutto nella prima infanzia, è in grado di incidere sulla riduzione delle disuguaglianze e sull'aumento delle opportunità di “mobilità sociale». Ma l’amministrazione capitolina non sembra essersene accorta. A sottolinearlo è una nota dell’associazione Onda gialla dei nidi e spazi be.bi convenzionati con Roma Capitale che denuncia una situazione diventata ormai insostenibile e che a breve rischia di provocare gravi ripercussioni sui servizi ai piccoli utenti accolti nelle strutture della rete integrata pubblico/privata della Capitale.

La denuncia di Onda gialla
Il Comune guidato da Virginia Raggi - prosegue il comunicato - « già da alcuni anni, sembra lavorare per la “demolizione” del sistema integrato pubblico/privato e ora al tempo del Covid sembra aver finalmente raggiunto il suo obiettivo: molte scuole convenzionate hanno già chiuso, altre si apprestano a farlo. Scuole - si legge ancora - perlopiù gestite da cooperative e piccole imprese, in gran parte di donne e che occupano donne. E una scuola non si rimpiazza facilmente, né si ricostruisce in un giorno.Per quelle che sono rimaste aperte, dopo quasi un mese di riapertura, accogliendo migliaia di bambini/e del territorio capitolino tra 3 mesi e 3 anni, la situazione è drammatica». A oggi questi servizi stanno operando:«Senza un contratto di convenzione che definisca tempi, modalità e risorse per proseguire l'erogazione del servizio»; «con la richiesta da parte dell'Amministrazione di assunzione di personale integrativo e di potenziamento prima della firma del contratto e senza poter conoscere le risorse messe a disposizione»; «senza sicurezze rispetto alla modalità di gestione organizzativa ed economica laddove dovessero verificarsi emergenze di chiusura causate dal Covid-19».

L’appello alla politica
In un quadro del genere c’è il «rischio di una enorme perdita di servizi 0-3 e un danno incalcolabile alle famiglie, ai bambini e ai professionisti che vi operano», prosegue la nota. Da qui l’appello alla politica affinché «ritorni a decidere cosa è giusto fare prima di decidere come e chi lo deve fare, perché è in gioco il futuro e il benessere dei nostri bambini e bambine».


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