Personale della scuola

Formazione digitale dei docenti con le risorse del Recovery Fund

di Eu.B.

Con oltre 400 scuole colpite dalla pandemia (e 75 chiuse almeno per un giorno) in nemmeno due settimane di lezioni la didattica a distanza torna improvvisamente d’attualità. Non tanto alle superiori, che già adesso possono utilizzarla in combinazione con quella in presenza per supplire alle carenze di spazi, ma anche alle elementari e alle medie, dove resta la prima opzione da attivare in caso di lockdown totale o parziale. E proprio il digitale a scuola - in un’accezione più ampia della semplice gestione dell’emergenza - è così in cima ai pensieri della ministra Lucia Azzolina che lei stessa lo ha inserito - accanto alla lotta alle classi pollaio e all’edilizia scolastica - tra i primi desiderata per la componente Istruzione del Recovery Fund. Inteso sia come formazione del personale scolastico che come accrescimento delle competenze degli studenti.

Durante l’audizione di qualche giorno fa alla Camera sul nostro Piano nazionale per la ripresa e la resilienza - che potrà contare su 208,6 miliardi di euro stroardinari (di cui 127,6 miliardi a titolo di prestiti e 81 di sovvenzioni a fondo perduto) e che vede nell’Istruzione, formazione, ricerca e cultura una delle sei missioni individuate dalle linee guida del governo, la responsabile di viale Trastevere ha indicato nella «completa transizione al digitale della scuola italiana» uno degli obiettivi da raggiungere. Sostanzialmente attraverso tre misure: la trasformazione di tutte le aule in ambienti di apprendimento innovativi, con strumentazioni all’avanguardia; la creazione di 2.700 “Digital Labs” (uno per ogni scuola secondaria di secondo grado) disseminati sul territorio dove formare il personale e organizzare attività didattiche innovative per gli studenti; la piena digitalizzazione dei sistemi informatici, delle banche dati e delle infrastrutture amministrative dell’istituzione scolastica.

E se per gli studenti si punterà a potenziare le loro competenze digitali in ogni grado di istruzione per i docenti, i dirigenti scolastici e il personale amministrativo arriveranno piani di aggiornamento professionale ad hoc delle skills tecnologiche. In quest’ottica, all’attivazione di una piattaforma nazionale di supporto e accompagnamento per lo sviluppo di competenze digitali della scuola italiana e di percorsi accessibili e certificabili, si affiancheranno singole iniziative progettuali mirate per dare la massima diffusione di metodologie didattiche innovative. Mettendo a sistema le iniziative, spesso in forma spontanea, che hanno accompagnato i sei mesi di sospensione delle attività didattiche in presenza da cui siamo appena usciti. «Gli eventi degli ultimi mesi - ha sottolineato Azzolina in Parlamento - hanno dimostrato come sia indispensabile investire sulla formazione di tutto il personale scolastico, senza eccezioni, per rispondere in maniera sempre più adeguata e coerente alle esigenze che tempi di innovazione digitale e di proficua rapida circolazione dei saperi impongono». Nella speranza che non si ripeta il copione degli anni passati, con la formazione che sulla carta era obbligatoria e nella pratica è rimasta però volontaria.


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