Famiglie e studenti

«Niente paranoie importante è programmare le rotazioni»

di Maria Piera Ceci

È diventato una specie di star, con decine di richieste di interviste perfino dal Giappone, grazie ad una commovente lettera indirizzata ai suoi studenti durante il lockdown. Ora che le scuole riaprono, Domenico Squillace, dirigente scolastico del liceo scientifico Volta di Milano, ai suoi ragazzi manda un nuovo messaggio: «Nervi saldi. Sono il più vecchio della scuola, quindi quello che rischia di più. Se ci saranno casi di positività, li affronteremo. Però la scuola deve riaprire».

Come avete tenuto il contatto con studenti e famiglie durante la chiusura delle scuole?

Attraverso riunioni a distanza abbiamo spiegato i nuovi modelli di valutazione e la nuova didattica. Poi ci sono stati consigli d'istituto molto partecipati, in cui abbiamo condiviso le linee per la ripresa. C’è stato un ritorno di apprezzamento, almeno per la fatica fatta. Noi, con i nostri 1.200 studenti, ci siamo organizzati con un doppio modello di rotazione di classe e di alunni. Ogni giorno, in media un giorno a settimana, alcune classi resteranno a casa e proseguiranno con la didattica a distanza, così da alleggerire il numero di studenti a scuola. Altra rotazione nelle singole classi: ogni giorno nelle classi del triennio qualche studente resterà a casa con assenze programmate. Già in aprile sappiamo chi sarà assente, per esempio, in quarta G, altrimenti impazziamo.

Il ruolo delle famiglie in questo momento è importante. Ma lei crede davvero che misureranno tutte le mattine la temperatura ai ragazzi?

No, ma se ne assumono la responsabilità. Non credo che ci saranno otto milioni di termometri sfoderati alla mattina (l’ultima volta con gli otto milioni di baionette del Duce non ci è andata bene), però se ne assumono la responsabilità. Le famiglie gli anni scorsi ci mandavano i ragazzi a scuola con la febbre, perché i genitori devono lavorare e non possono lasciarli a casa soli. Un grande problema questo.

Che messaggio manda alle famiglie?

Un messaggio di fiducia. Collaborate nell'educare i ragazzi all’uso dei dispositivi di sicurezza. E abbiate fiducia, evitando la paranoia. La scuola muove otto milioni di persone e difficilmente non ci saranno casi di contagio, ma se saremo costretti a chiudere di nuovo, in qualche modo faremo. Dobbiamo imparare a convivere con questa realtà. In Germania hanno chiuso delle scuole, ma la maggior parte è rimasta aperta. E la scuola deve assolutamente rimanere aperta. In questi giorni ho rivisto i ragazzi per i corsi di recupero, un casino in giro bellissimo. I ragazzi erano contenti e anche io. La scuola senza studenti è una carcassa vuota e triste.


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