Famiglie e studenti

A scuola prima dell’esito del tampone: bambino positivo

di Redazione Scuola

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Di bambini, ragazzi e insegnanti positivi al virus e di classi o scuole chiuse in questi primi giorni di riapertura ce ne sono in tutta Italia, ma quanto successo in Brianza è diverso perché un piccolo, che aveva fatto il tampone il 3 settembre, è andato comunque alla primaria il 7, l'8 e il 9, finché la famiglia il 9 ha saputo che l'esito del test era positivo e ha quindi smesso di portarlo in classe.

La scuola ha segnalato martedì scorso all’mministrazione comunale - che ha dato notizia di quanto successo - il caso di positività al Covid-19 tra i suoi alunni e oggi tutti i bambini e i docenti della classe dell'alunno positivo sono stati sottoposti a tampone all'ospedale San Gerardo di Monza. Le lezioni per questa classe sono state sospese, mentre i bambini e le loro famiglie, oltre che le insegnanti, sono in quarantena in attesa dell'esito del tampone e delle indicazioni di Ats, che ha confermato al sindaco il caso di positività.

«Questo episodio, certamente singolare per come è avvenuto - si legge nella nota del Comune - ci induce a raccomandare alle famiglie un comportamento prudente e responsabile. Se un bambino viene sottoposto a tampone non può assolutamente frequentare la scuola fino a che l'esito non certifichi la negatività al Covid. Il dato positivo - conclude il comunicato - è che nelle scuole dell'infanzia gli alunni sono stati divisi nelle cosiddette classi “bolla”, cioè gruppi chiusi di bambini e bambine che non si incontrano con gli altri, mangiano all'interno della loro classe, non entrano in contatto con le altre sezioni durante la permanenza a scuola proprio per ridurre il rischio di contagio».

Grazie a questi accorgimenti gli alunni delle altre classi possono continuare normalmente a frequentare la scuola. Per il Codacons, quanto successo è «un episodio grave che ha messo a repentaglio la salute di alunni, genitori e personale scolastico dell'istituto: 6 giorni di attesa per conoscere l'esito di un test così importante sono troppi, e vogliamo ora capire se ci siano stati ritardi od omissioni che hanno contribuito a creare una situazione di evidente pericolo. Chiediamo alle istituzioni locali - si legge nella nota del Codacons - di accertare i fatti e, se emergeranno ritardi nella comunicazione della positività del bambino al Covid, i responsabili dovranno essere indagati per concorso in epidemia colposa per omissione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA