Famiglie e studenti

«Ogni giorno un sesto degli allievi resterà a casa»

di Claudio Tucci

«Nella mia scuola, l’istituto tecnico «Galileo Galilei» di Arezzo, circa 200 docenti (oltre 230 con i supplenti lo scorso anno), 1.700 studenti circa, l’ente locale ha effettuato interventi di edilizia leggera, ad esempio ha rimosso delle pareti per creare spazi più grandi, ma non ha provveduto a nuove aule», ha spiegato il preside Alessandro Artini.

Come vi siete organizzati allora?

A giugno eravamo ancora senza certezze e non potevamo continuare a rimanere in attesa. Così abbiamo modificato l’orario curricolare, che, nel caso degli istituti tecnici, prevede 32 ore settimanali di lezione. Abbiamo ridotto il tempo di ciascuna lezione da 60 a 45 minuti e abbiamo contratto la durata del tempo scuola settimanale: da 6 a 5 giorni. In sostanza, ciascun alunno verrà a scuola cinque giorni anziché sei, pur restando aperta da lunedì a sabato. Quotidianamente, dunque, 1/6 di alunni resterà a casa e seguirà le lezioni a distanza oppure, quando possibile, svolgerà l’alternanza scuola-lavoro presso le aziende. Si libereranno delle aule, per i 5/6 di alunni a scuola, e così potremo rispettare le regole di distanziamento.

Su mense e trasporti?

Non abbiamo la mensa, ma abbiamo il servizio merende durante la pausa, che verrà effettuato nelle aule per evitare contatti tra alunni di classi diverse. Le merende saranno distribuite in ciascun’aula. Per quanto riguarda i trasporti, il fatto che 1/6 dei nostri alunni, ogni giorno, non usi il trasporto pubblico per venire a scuola, rappresenta un contributo, seppur modesto, alla riduzione dei flussi quotidiani di pendolarismo. Abbiamo, inoltre, scaglionato le entrate, che sono previste alle ore 8 e alle ore 8.45 (le uscite rispettivamente alle 13.15 e alle 14). La nuova indicazione dell’80% di capienza dei mezzi di trasporto risolverà alcuni problemi, che tuttavia non scompariranno del tutto.

Ci saranno ripercussioni sulle attività laboratoriali?

È evidente che le attività di laboratorio, come tutte le altre, siano penalizzate dall’emergenza. Ho dovuto ridurre i posti. Poiché queste attività sono gestite da due docenti, quello titolare della disciplina e quello “tecnico-pratico” che predispone gli esperimenti, ciascuna classe può essere suddivisa in modo tale che metà vada in laboratorio e metà rimanga in aula, alternandosi. Stiamo anche adottando i «laboratori virtuali» di “Scuolab”, che simulano l’esperienza empirica e che offrono la possibilità virtuale di utilizzare le stesse attrezzature dei laboratori tradizionali (il piano inclinato, il dinamometro, i circuiti elettrici per verificare la Legge di Ohm).


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