Famiglie e studenti

Anche le paritarie pronte a riaprire (e con gli spazi aiutano le statali)

di Claudio Tucci

Ingressi e uscite “regolamentati”, per evitare l’affollamento dei genitori. Spazi riorganizzati, soprattutto a nidi e infanzia, per avere “gruppi stabili di alunni”, in media un educatore ogni cinque bambini. No, quasi ovunque, al lunch box, ma servizio mensa vero e proprio, anche grazie a strutture molto capienti. Rette che, al momento, dovrebbero rimanere uguali. E a scendere in campo è stata anche la Cei, la Conferenza episcopale italiana, che ha previsto 20mila borse di studio, del valore di 2mila euro ciascuna, per gli studenti delle scuole paritarie secondarie di primo e secondo grado, che si trovano in difficoltà economiche a causa dell’emergenza Covid-19.

Anche il mondo delle scuole paritarie è pronto a ripartire: secondo un primissimo check-up, ha raccontato l’ex sottosegretario, ora capogruppo Iv in commissione Cultura alla Camera, Gabriele Toccafondi, non ci dovrebbe essere un calo significativo di iscritti, nonostante il momento non facile. Le paritarie, secondo gli ultimi dati dell’Istruzione, sono 12.564 (contro le 40mila statali) e accolgono 866.805 studenti (a fronte dei 7,5 milioni iscritti al pubblico): la fetta principale, 524.031, sono nel segmento della scuola dell’infanzia (compresi asili e materne). Il settore impiega circa 160mila unità di personale alle dipendenze, tra docenti (90mila) e tecnici-amministrativi (70mila).

Il nodo principale sono i finanziamenti: «Il fondo nazionale è salito a 512,7 milioni, pari a circa 500 euro a studente - ha aggiunto Toccafondi -. In più ci sono 35,9 milioni previsti per inserire gli studenti con disabilità, gli ultimi dati indicano circa 12mila alunni». Con gli ultimi provvedimenti del governo sono stati stanziati altri fondi, ma si è ancora in attesa dei provvedimenti attuativi (le scuole paritarie, quindi, non li hanno ancora visti).

Le rette a carico delle famiglie oscillano dai 2mila ai 4-5mila euro l’anno, suddivise in 10 mensilità, a seconda del grado di istruzione; ma è prevista una detrazione, al pari delle scuole statali, del 19% fino a 800 euro di spese, che, da quanto si apprende, non sarà toccata dal Family act, che introdurrà, forse già da gennaio, l’assegno unico per i figli a carico.

Le scuole paritarie stanno anche offrendo spazi agli istituti statali, in diversi casi gratuitamente. Sul settore, pesano soprattutto le difficoltà economiche delle famiglie. Per questo, i fondi aggiuntivi sono fondamentali.

I numeri parlano chiaro: un eventuale forfait delle scuole paritarie costerebbe alla collettività circa 5-6 miliardi di euro all’anno, considerando che, secondo l’Ocse, la spesa media complessiva per uno studente è in Italia di circa 6.500 euro all’anno.


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