Famiglie e studenti

Coronavirus, un questionario per sondare il livello di informazione dei liceali

di Maddalena Dilucca* e Dafni Souli**

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Valutare la percezione e la conoscenza del rischio durante l'emergenza sanitaria Covid-19 e analizzare i diversi mezzi di informazione. Sono questi gli obiettivi del questionario online, frutto di una ricerca da noi svolta. L'articolo, in versione originale preprint, è linkabile sulla piattaforma Biorxiv (https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2020.05.08.084236v1).

Il questionario è stato postato il 3 maggio sulla piattaforma Facebook e ha visto una forte e robusta partecipazione volontaria dei liceali d'Italia, che hanno superato ad oggi le 27.500 risposte. Gli studenti provengono, in maggioranza, da cinque diverse regioni: Lombardia, Lazio, Puglia, Campania e Calabria, con una prevalenza del 60% della componente femminile.

Nella prima sezione del questionario, si valutano le conoscenze sulle caratteristiche del Covid-19, sui modi di trasmissione e sui metodi di protezione contro la trasmissione del virus. I risultati sono confortanti e suggeriscono un livello molto buono, con una percentuale di risposte corrette dell'80%. Gli studenti, però, non riescono a razionalizzare i numeri del Covid-19. Sappiamo bene quanto stimare il numero di decessi nel mondo e in Italia sia un argomento delicato, ma, purtroppo, solo il 13% degli studenti riesce a identificare almeno l'ordine di misura della stima dei dati.

Le domande successive riguardano i vaccini. La maggior parte degli studenti risponde che ancora non ne esiste uno valido e solo il 5% risponde, invece, che un vaccino convalidato esiste già e che presto sarà possibile testarlo. Circa il 98% di loro afferma di conoscere gli anticorpi, ma nella domanda successiva quando si chiede come controllare la presenza degli anticorpi, solo il 65% risponde con le analisi del sangue. Il restante sceglie come risposta il tampone faringeo o le analisi delle urine e una minoranza del 5% risponde, addirittura, che l'influenza è un sintomo necessario per controllare gli anticorpi.

La disinformazione sui numeri e la conoscenza superficiale del Covid-19 da un punto di vista biologico sono i due punti chiave su cui vorremmo focalizzare la nostra attenzione.
Nella seconda sezione del questionario, si valutano i diversi mezzi di informazione, tra cui social media, internet, Tv / video, riviste, giornali, familiari, amici, scuola e operatori sanitari.

La fonte di apprendimento più segnalata è la Tv, seguita da Facebook, Whatsapp e Instagram. A differenza dei media, la scuola sembra essere l'ultima opzione scelta.
Dai dati rilevati diciamo sì all'uso didattico della tecnologia, moderato dagli insegnanti e dagli specialisti, e, in particolare, sì a strumenti così vicini al mondo degli adolescenti come Facebook o Whatsapp, come canali privilegiati per promuovere l'educazione alla salute pubblica.


* docente Liceo Righi, Roma
** docente Istituto cine-tv Rossellini, Roma


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