Famiglie e studenti

Professori: cinque ostacoli da superare nel web-semestre

di Susanna Sancassani*

Come si affronta un semestre a distanza? D’improvviso, senza che la gran parte dei docenti fosse attrezzato. Preparato. Chissà se predisposto...Però, ce l’abbiamo quasi fatta. A patto di riuscire a far tesoro degli ostacoli che abbiamo trovato. E impariamo a superarli meglio insieme.

1. Quale tecnologia?

Il primo ostacolo sono state le scelte tecnologiche. O meglio, riuscire a compiere scelte tecnologiche sfuggendo alla tentazione di concentrarsi subito sul come, e preoccupandosi prima del perché.

Invece, la scelta è stata di dare immediatamente continuità alla didattica, e come farlo nel modo più semplice. Puntando su strumenti tecnologici prestati dallo smart working, mirati a una didattica fatta in diretta, tutta e subito. Sistemi streaming per meeting online, scelti con l’impeto del coraggio, e con un messaggio insindacabile: «dobbiamo proseguire tutto come se non fosse successo niente». È un messaggio educativo che ha la sua forza. Nelle difficoltà si tira avanti con tutte le forze a testa bassa. A testa bassa, appunto. Se ci fossimo fermati a riflettere, avremmo potuto compiere altre scelte tecnologiche. Integrando con più efficacia risorse digitali esistenti e progettando interventi misti sincroni (aule online) e asincroni (materiali di studio digitali e non) in cui la strategia della flipped classroom avrebbe potuto forse funzionare meglio. E con meno digital divide.

Dunque, primo ostacolo saltato a metà. Comunque sia, guardiamo il lato positivo. In quasi tutte le università la nuova strada è stata imboccata. Avanti tutta.

2. Dalla parte dello studente

Il secondo ostacolo è quello che battezzeremo come “la prova delle tre montagne”, dal noto esperimento del grande pedagogista svizzero Piaget: mettersi nei panni dello sperimentatore. Ecco, il secondo ostacolo era questo: il docente deve riuscire a immaginare che nella lezione online la percezione degli studenti è completamente diversa dalla sua. Il docente non vede nessuno, o, eventualmente solo pochi dei suoi dei suoi interlocutori racchiusi in piccole finestrelle. Si sente solo. Ha l’impressione di parlare al muro e ipotizza che anche gli studenti si sentano così...e sorge il dubbio: forse non funziona. Errore. I nostri studenti vedono la prospettiva dall’altra parte delle montagne. Se sentono la mancanza di qualcosa è la vicinanza dei loro compagni, delle dinamiche sociali dell’aula e di tutto quello che le sta intorno. A questo c’è un parziale rimedio nel supportare dinamiche collaborative online. Ma esattamente come quando sono in aula, si annoiano e perdono il filo se il docente non riesce a coinvolgerli. Morale del secondo ostacolo: guardare alla didattica online come a un’occasione per coinvolgere di più, non di meno.

3. Progettazione

Ed ecco il terzo ostacolo: come si fa a progettare un’esperienza didattica online efficace, coinvolgente, che attivi le capacità riflessive degli studenti e li accompagni in una reale costruzione di senso? La risposta è la stessa che darei se si trattasse di didattica in presenza. Si parte dal formulare Risultati di Apprendimento Atteso autentici, davvero “sentiti” dal docente come una meta chiara a cui portare I suoi studenti. Per questo, lo so, ci vuole tempo. Troppo per l’emergenza che ci è piovuta addosso. Per superare questo ostacolo – pedagogicamente decisivo – occorre prepararsi con cura. Ostacolo rimandato a settembre. Però, mettiamoci subito al lavoro.

4. Valutazione

Se vi sentite ancora in gara, avete preso la giusta rincorsa per superare il quarto ostacolo. Terribile. Il dramma della valutazione. Messo in scena da due o più soggetti in forma di commedia o tragedia, a seconda del finale. Pensare seriamente alla valutazione online, tuttavia, vuol dire soprattutto ragionare su quali strumenti logico/operativi possiamo usare per osservare in modo serio, completo, e sostenibile il raggiungimento dei risultati di apprendimento più significativi. Valutazione autentica significa valutazione multimodale (prove di tipo diverse in momenti diversi), privilegiare la riflessione e la profondità rispetto all’ampiezza, sfidando lo studente a misurarsi in dimensioni in cui barare non è più impossibile, ma semplicemente inutile. Anche per questo ci vuole molto tempo. Ma la tecnologia non è nata proprio per farci risparmiare tempo, e ottenere risultati migliori? Coraggio, la valutazione online è una grande occasione di crescita.

5. Il fattore umano

Ma gli ostacoli erano cinque. Il quinto ci aspettava alla fine, ma avremmo voluto partire da lì: come si accompagna un cambiamento così repentino in cui le tecnologie sono solo un facilitatore più o meno efficiente, mentre il fattore umano resta al centro ed è la chiave del successo o dell’insuccesso? Non fingiamo che le tecnologie possano trasportarci in un altrove digitale asettico dove tutto può continuare come prima. Siamo immersi in una tragedia. E, nella tragedia, diventa fondamentale non far sentire nessuno solo e abbandonato.

Comunicazione organizzativa, strumenti metodologici e creativi, addestramento tecnico, supporto psicologico, stimoli riflessivi e autoriflessivi, sostegno reciproco si intrecciano e prendono la forma di help desk, video-tutorial, seminari tematici online, incontri metodologici in piccoli gruppi, forum di discussione, sportelli psicologici per docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo. Ognuno sceglie il suo modo, ognuno sceglie il supporto che lo fa stare meglio, che gli permette di giocare con più efficacia il suo ruolo. Ma nessuno si sente solo. E questo forse è quello che conta in una comunità che educa. Non smettere di essere una comunità. Anzi, approfittare dell’online per riuscire a farlo addirittura meglio.

Metid, Politecnico di Milano


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