Personale della scuola

Educazione fisica, da verificare se la polizza Inail copre gli infortuni durante le lezioni online

di Pietro Alessio Palumbo

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L’Istituto superiore di sanità ha predisposto e diffuso un’apposita guida all'esercizio fisico da praticare a casa, dedicata ai ragazzi dai 12 ai 17 anni. In particolare la guida evidenzia che l'esercizio fisico oltre ad aumentare lo stato di benessere generale, a migliorare la qualità del sonno e l'autostima, aiuta anche il ragazzo a gestire lo stress e a reagire positivamente al senso di costrizione che una situazione come quella attuale può generare. Inoltre l'attività fisica svolta a distanza in community chat, permette di mantenere le relazioni sociali con i propri amici e di sperimentare un uso consapevole e corretto dei dispositivi tecnologici. In tempo di pandemia da Covid-19 i docenti di Educazione fisica e Scienze motorie tramite la Dad contribuiscono quindi in maniera rilevante ad incentivare le occasioni di attività motorie e la diffusione di corretti stili di vita in una condizione prolungata di isolamento sociale.

Le regole dell’Inail
Tuttavia, come evidenziato con nota Capdi indirizzata il 9 aprile al ministro dell'Istruzione e al presidente dell’Inail, emergono alcune serie problematiche legate alla specificità della disciplina d'insegnamento. Le istituzioni scolastiche, oltre alla polizza obbligatoria Inail, usufruiscono di polizze assicurative integrative per la responsabilità civile e per gli infortuni degli studenti, e non è chiaro se le polizze possano coprire anche eventuali infortuni verificatisi durante lo svolgimento di esercitazioni pratiche di scienze motorie a distanza, ovvero se nel caso di infortunio e in mancanza di copertura assicurativa, possano invece ricadere sul docente richieste risarcitorie o profili di responsabilità.

La responsabilità dell’insegnante
In altre parole per quanto riguarda la responsabilità del docente nei confronti degli allievi, essendo la stessa strettamente collegata agli obblighi di “vigilanza e controllo” dell'allievo, nel caso della didattica a distanza non sono state chiarite le modalità di miglior esercizio della sorveglianza sulla sicurezza e l'incolumità dell'alunno pur nella oggettiva peculiarità della Dad.

L’impatto dello smart working
Per altro verso l'applicazione del lavoro agile comporta l'estensione dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, tuttavia nessuna norma pubblicata fino ad oggi contempla espressamente questa possibilità per i docenti, limitandosi, per quanto riguarda il comparto scuola, ad alcuni profili del personale Ata. Dal che a fronte di una disciplina regolatoria evidentemente “opaca” ed effettivamente preoccupante per i docenti, sia in veste di lavoratori che di responsabili degli studenti, si rendono necessari chiarimenti disciplinari nell'obiettivo di una maggiore serenità lavorativa e d'insegnamento.


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