Famiglie e studenti

Esami semplificati, incognita settembre

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

La scuola esce dalla “terra incognita” in cui sembrava essere finita fino a giugno. Ma rischia di precipitarci nuovamente a settembre. Se il decreto che è stato approvato ieri dal governo per affrontare l’emergenza coronavirus pone due punti fermi sulla fine dell’anno scolastico 2019/20 - e cioè che tutti gli studenti che dovranno fare l’esame di Stato saranno ammessi e lo svolgeranno in una forma più o meno semplificata a seconda che si torni o no in aula entro il 18 maggio mentre gli studenti delle classi intermedie saranno promossi con una o più insufficienza da recuperare più avanti - restano le nubi sull’avvio, dopo l’estate, del 2020/21. E non solo per ragioni sanitarie visto che la ministra Lucia Azzolina ha già ipotizzato il ricorso alle mascherine in classe o il distanziamento tra i banchi. Ma anche (e soprattutto) per il boom di cattedre che rischiano di restare vuote.

Il nodo supplenze
Alla voce personale il provvedimento appena varato dispone infatti il blocco di tutte le graduatorie, Gae e di istituto, fino al 2021/22. E arriva a un compromesso sui concorsi per oltre 60mila cattedre fermi da un anno: i bandi possono essere emessi e andare al Consiglio superiore della pubblica istruzione per un parere sprint (7 giorni) ma le prove si potranno svolgere solo a emergenza finita. Come del resto in tutta la Pa, per effetto di una norma introdotta durante il Cdm di ieri. Il risultato? Che a settembre si rischia concretamente di toccare un nuovo record di supplenze, circa 200mila contratti temporanei, il 25% dell’intero personale docente. La ministra Azzolina confida di portare a termine almeno il concorso straordinario, semplificato, per 24mila posti riservato ai precari storici. Ma anche qui a prove sospese per 60 giorni, sarà difficile centrare l’obiettivo, a meno di procedere all’ennesima “sanatoria”, su cui insistono i sindacati. Si potrà invece assumere subito sui 4.500 posti non assegnati lo scorso anno, liberati da quota 100, dopo il via libera sempre ieri da parte del Cdm.

Incognita autunno
L’autunno resta una incognita anche per via dell’emergenza sanitaria, se come sembra bisognerà, ancora per un pò convivere con il coronavirus. Il distanziamento nelle aule non sarà operazione semplice, sia per i nodi infrastrutturali sia per le attuali normative sul numero di studenti per classi che richiedono, da infanzia a superiori, un minimo di 15-18 alunni fino a un massimo di 27-30 (classi pollaio a parte).

Esami semplificati
Confermato invece il pacchetto di misure destinate agli studenti e ampiamente raccontate sul Sole 24 ore di ieri. Come la doppia chance che attende gli esami di Stato. Se si tornerà in classe entro il 18 maggio la maturità manterrà tre prove (due scritti e un orale) ma il secondo scritto sarà elaborato da commissioni tutte interne (tranne il presidente esterno) mentre la licenza media perderà uno o più pezzi dei tre scritti più colloqui previsti oggi; se invece il rientro in classe fosse posticipato o addirittura rinviato a settembre, la maturità consisterebbe solo in un orale (eventualmente anche a distanza) e la licenza media in un voto finale espresso sulla tesina dell’alunno.


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