Famiglie e studenti

Azzolina in Senato: anno scolastico valido. Maturità con commissari tutti interni

di Claudio Tucci

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Al ministero dell’Istruzione si valuta il percorso legato all’emergenza sanitaria. Di sicuro, niente rientro in classe il 6 aprile. Lo stop si allungherà fino a maggio. Ipotesi estrema: settembre

A oggi l’unica certezza è che le scuole non riapriranno il prossimo 6 aprile. A confermarlo, nei giorni scorsi, è stato il premier Giuseppe Conte, e a lasciarlo intendere è stata anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che mercoledì 25 marzo al question time alla Camera, e oggi nel corso dell’informativa in Senato, ha chiarito come il rientro di ragazzi e docenti dovrà avvenire nella «massima sicurezza». Ma quando, appunto, tutto ciò avverrà? Molto, se non tutto, dipenderà dall’evoluzione dell’emergenza sanitaria. Al ministero dell’Istruzione si aspettano le comunicazioni ufficiali delle autorità mediche, ma intanto si stanno valutando i possibili scenari.

Prima ipotesi: aule aperte a maggio
La prima ipotesi allo studio è che lo stop alle attività didattiche iniziato lo scorso 5 marzo possa proseguire almeno fino a inizi/metà maggio. Ciò consentirebbe un ritorno alla normalità per gli oltre 8 milioni di studenti, anche dal valore simbolico, per una manciata di giorni visto che i vari calendari scolastici indicano la chiusura dell’anno a partire dall’8 giugno.

Ipotesi estrema: si rientra a settembre
Al ministero dell’Istruzione non si esclude nulla. Come ipotesi estrema c’è quella di finire così l’anno scolastico e far riprendere le lezioni a settembre con l’avvio del nuovo anno. Uno scenario, questo, che si spera di escludere viste le pesanti ripercussioni su scuole e famiglie.

Azzolina in Senato: l’anno scolastico è valido
La ministra Azzolina, nel corso del suo intervento in Senato, ha confermato come l’anno scolastico, a prescindere dagli scenari ipotizzati, sarà comunque valido per tutti, anche se non si raggiungeranno, come ormai sembra scontato, i 200 giorni di lezioni previsti dall'attuale normativa.

Anche l'altro requisito, oggi stabilito dalle norme per considerare regolare, ai fini della valutazione finale, l’anno sui banchi, vale a dire la frequenza dei ¾ del monte ore annuale personalizzato non dovrebbe avere conseguenze negative sul percorso degli studenti (si chiarirà, infatti, che si tratta di monte ore effettivamente svolto dall'istituto).

Maturità con commissari tutti interni
Altro tema molto atteso per circa 500mila studenti è la sorte dell’esame di Maturità. L’intenzione della ministra è che si faccia e sia in ogni caso un esame serio, seppur tenendo conto delle difficoltà dell’attuale situazione. Anche qui più la riapertura arriverà a ridosso dell’esame (si parte il 17 giugno con italiano) più le prove dovranno essere “light”. Tra le ipotesi di modifica più accreditate c’è quella che riguarda le commissioni d’esame che potrebbero essere costituite da soli membri interni, più presidente esterno (oggi, i commissari sono tre interni, tre esterni, oltre al presidente esterno).

Stop ad alternanza e forse Invalsi
Un’altra ipotesi in circolazione sarebbe il sempre più probabile stop all’obbligatorietà della scuola-lavoro, visto il sostanziale fermo delle attività esterne, in azienda, a oggi bloccate fino al 3 aprile. Anche sull’Invalsi si dovrebbe procedere a slegarlo dell’esame di Stato.

Azzolina: in arrivo i 43,5 milioni per le pulizie delle scuole
La ministra Azzolina ha poi annunciato di aver firmato «il decreto ministeriale di ripartizione tra le istituzioni scolastiche delle risorse, per un totale di 43,5 milioni di euro. Vi è di più. Il decreto-legge citato ha previsto, come ripreso in altri passaggi del mio intervento, uno specifico stanziamento di euro 85 milioni per l'anno 2020 al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di dotarsi immediatamente di tutti gli strumenti utili per l’apprendimento a distanza e agli studenti meno abbienti di poterne fruire».

Didattica a distanza, raggiunti 6,7 milioni di studenti
Azzolina ha, inoltro, fornito gli ultimi numeri sulla didattica a distanza. L’elearning ha raggiunto più di 6,7 milioni di alunni, attraverso mezzi diversi. Il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza, prevede per essa specifiche forme di valutazione. L’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità. Il 48% delle scuole ha svolto riunioni degli organi collegiali a distanza. Per spingerla ulteriormente sono stati stanziati 85 milioni.

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