Famiglie e studenti

Ragazzi su skype per lezioni e projeck work con le aziende

di Claudio Tucci

«La didattica digitale è una grande opportunità. Nella mia scuola la si sta utilizzando anche per “salvare” le attività di scuola-lavoro, che per gli studenti del quinto anno rappresentano requisito di ammissione alla prossima maturità. Un’azienda del calibro di ABB, ad esempio, ci sta dando una mano: un esperto aziendale, un ingegnere, nonostante la sospensione delle attività didattiche, ha svolto una lezione di un paio di ore in modalità e-learning su infrastruttura a supporto della mobilità elettrica». Per Maurizio Chiappa, preside del Guglielmo Marconi di Dalmine (Bg) - un istituto tecnico all’avanguardia nel rapporto scuola-lavoro, con più di 400 aziende partner - l’esigenza, ora, «è affrontare questa emergenza salvaguardando gli interessi e i diritti degli studenti».

I ragazzi hanno partecipato?

Sì. Era presente il 95% dei 110 studenti del quinto anno delle classi interessate, collegato attraverso Skype: gli studenti potevano interagire con il relatore anche con la chat sincrona. Non solo. Un altro colosso, Siemens, ha raccolto il mio appello, e l’11 marzo ha svolto una lezione online sul Virtual Commissioning con i software di simulazione di Siemens utilizzati in ambito industriale per eseguire test completi di progetti di automazione e la messa in servizio virtuale di sistemi, macchine e processi in modo da anticipare e valutare eventuali problemi che si potrebbero incontrare durante tutta la fase del ciclo di vita del prodotto. Con la DISC SpA, azienda madrina di una classe terza informatica, utilizzando la piattaforma Discord, stiamo portando avanti il project work utilizzando la modalità di smart-working. I ragazzi stessi hanno proposto l’attività e l’azienda ha accettato con entusiasmo.

Le imprese ci sono?

Sì. E tutte con il medesimo obiettivo: non far perdere momenti di formazione teorico-pratica ai ragazzi. Altre aziende stanno predisponendo corsi e-learning, anche in modalità sincrona, per diverse classi. Ho notato una prima ricaduta positiva sui ragazzi: con queste nuove modalità 4.0 di fare scuola, e pure alternanza, gli alunni sono impegnati di più rispetto al classico binomio, mattina lezioni, pomeriggio compiti.

E i docenti come rispondono?

Bene. Nessuno si rifiuta di fare le cose. Certo, stiamo imparando a utilizzare le nuove tecnologie. Ho organizzato anche un collegio docenti a distanza, attraverso una piattaforma Microsoft che permette da remoto fino a 250 collegamenti. Io credo che questa emergenza sanitaria possa aprire la strada a importanti innovazioni nella scuola. Gli studenti, però, sono da supportare. Magari “regalando” loro un po’ di traffico internet per le lezioni digitali.


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