Famiglie e studenti

Nessuna ora persa grazie a docenti pronti a insegnare via piattaforme

di Maria Piera Ceci

All’Istituto Tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, in provincia di Varese, il coronavirus non ha fatto perdere un’ora di lezione, racconta la dirigente scolastica Amanda Ferrario. Dal primo giorno di sospensione sono state attivate le lezioni a distanza, che qui sono già una
pratica abituale.

Come si lavora con le scuole chiuse?

Con le aule virtuali: siamo partiti subito utilizzando il registro elettronico, oppure piattaforme come TEAMS. In questi ambienti di apprendimento il docente gestisce una lezione in sincrono: lo studente vede il docente, vede i compagni, il docente vede gli studenti. Video e audio vengono attivati seguendo le regole del netiquette: non si parla tutti insieme, proprio come in classe. Il docente carica una lezione, un video, dei materiali, un project work, e si lavora per tutto il monte ore delle lezioni, quindi la scuola comincia alle otto e finisce alle cinque del pomeriggio. In questi giorni stiamo anche cercando di lavorare alla valutazione.

Dunque una didattica vera e propria che va avanti. Altre scuole lamentano problemi di connessione e il fatto che non tutte le famiglie siano attrezzate.

Noi non abbiamo questo problema perché i nostri studenti lavorano tutti con tablet e notebook. Se non ce l’hanno, viene loro consegnato loro in comodato d’uso per tutta la durata del ciclo scolastico. Usiamo già la didattica a distanza per gli studenti che vanno in scambio all’estero, o che sono in alternanza per periodi lunghi.

Gli insegnanti sono tutti pronti per questa didattica?

Gli insegnanti al Tosi fanno formazione continua, perché al Tosi ci piace recepire il cambiamento del mondo che ci circonda, lavoriamo molto con le imprese, quindi abbiamo bisogno che i ragazzi utilizzino le migliori tecnologie anche a scuola. Le faccio un esempio: economia aziendale. Non possiamo farla a mano con la partita doppia come si faceva una volta, utilizziamo software di ultima generazione. Quindi per i nostri docenti la formazione non è fondamentale, ma obbligatoria. Non si resiste a lavorare qui se si pensa di fare le 18 ore e andare a casa.

Come si fa a fare i dirigenti scolastici in questo periodo a distanza?

Io sono stata a scuola dal primo giorno di sospensione. Non si stacca mai la spina. I dpcm di chiusura scuola a volte arrivano la sera e la comunicazione a famiglie e docenti va fatta in tempo reale. Siamo sempre connessi, con cellulare, notebook, ipad. È vero che a volte è un po’ persecutorio, ma questi strumenti aiutano moltissimo.


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