Famiglie e studenti

La scuola ha dato un iPad a chi era in difficoltà per collegarsi

di Sara Deganello

Lunedì 2 marzo, all’inizio di un’altra settimana di didattica a distanza, a una delle videochiamate che l’Istituto comprensivo Giuseppe Ungaretti di Melzo (Milano) aveva programmato con i suoi studenti, era connessa anche Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione, che poi ha scritto su Facebook: «È in questo momento di difficoltà che la comunità educante sta mostrando il meglio di sé. Bravi!».

Stefania Strignano è la dirigente scolastica alla guida delle due scuole dell’infanzia, della primaria e della secondaria che compongono l’istituto: 1.050 alunni circa. «Da anni abbiamo deciso di cambiare la metodologia di insegnamento. Eravamo già pronti alla didattica a distanza».

Come avete organizzato il lavoro con la chiusura delle scuole?

Oltre a videolezioni caricate sul registro elettronico o sull’app Schoolwork, per la secondaria abbiamo predisposto inizialmente collegamenti interattivi giornalieri da un’ora ciascuno sulla piattaforma Zoom: classi virtuali in cui sono presenti i bambini e gli insegnanti. Gli appuntamenti sono stati uno per i piccoli della scuola dell’infanzia, due per la primaria, tre per le terze, quarte e quinte, quattro per la secondaria. Intensificati nella settimana dal 9 marzo, con 5 ore al giorno per la secondaria e 4 per la primaria.

In quanti si sono collegati?

Nella prima settimana il 90% degli alunni ha seguito le lezioni e mi sono operata personalmente per il 10% in difficoltà, a cui abbiamo prestato un iPad. Siamo una Apple distinguished school, unica scuola statale del primo ciclo in Italia, e i nostri ragazzi della secondaria hanno già un iPad in comodato d’uso. Ho messo tutti nelle condizioni partecipare, in fondo per collegarsi basta uno smartphone.

Come si sono svolte le lezioni?

Come in una classe virtuale: la maestra propone l’attività e ciascuno risponde. Tra l’entusiasmo dei bambini. Il lavoro è stato registrato, come pure le presenze, sul registro elettronico. Poi sarà il ministero a dirmi se chi non si è collegato è da considerarsi assente giustificato.

Avete risposto all’iniziativa di Tuttoscuola #LaScuolaAiutaLaScuola. In che modo?

Con videolezioni per varie fasce d’età, con tutorial di formazione per i docenti su come fare videolezione, come usare le piattaforme interattive o anche solo come parlare ai bambini del coronavirus. In questo momento è importante rassicurarli sul perché siamo a casa.


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