Famiglie e studenti

Alle otto suona la campanella virtuale e scatta l’orario normale

di Maria Piera Ceci

Qui gli studenti sono abituati a studiare in aule immersive. E la scuola è sede di FUTURE LABS, un progetto d’innovazione che permette di organizzare gli ambienti in funzione delle nuove tecnologie e delle nuove metodologie didattiche. L’Istituto Ettore Majorana di Brindisi (Istituto tecnico - settore tecnologico e Liceo delle scienze applicate) è un polo formativo sul territorio per quanto riguarda l’innovazione. Lo stop alle lezioni causato dal conoravirus non ha trovato dunque impreparato il suo dirigente scolastico, Salvatore Giuliano.

Al Majorana non suona la campanella alle otto del mattino, ma cosa succede in alternativa?

Alle otto del mattino suona la campanella virtuale. Sui dispositivi degli alunni è già sincronizzato il calendario, quindi si procede secondo l’orario tradizionale delle elezioni: per esempio dalle 8 alle 9 italiano, poi matematica e così via. I docenti hanno sempre sul loro dispositivo le classi virtuali.

Una risposta veloce grazie al fatto che il Majorana era già abituato a utilizzare le tecnologie

Sì, da noi il processo è partito diversi anni fa. In questa occasione abbiamo solo incrementato alcune funzioni della didattica a distanza, ma il resto lo avevamo già ampiamente sperimentato, corretto, verificato e messo a punto. Il vantaggio della didattica a distanza sta nel fatto che consente di dilatare il tempo dell’apprendimento: i materiali possono essere rivisti e studiati anche oltre l’orario delle lezioni e secondo i ritmi di apprendimento degli studenti.

La vostra è una scuola pilota, avete condiviso le vostre esperienze?

Sì, assolutamente. Fin dai primi giorni di stop alle attività didattiche in alcune zone ci siamo messi a disposizione di tutti: abbiamo realizzato delle videolezioni per alcune scuole del Veneto e della Lombardia e sono convinto che, finita l’emergenza, tutti diventeremo più ricchi di esperienze e perché no, anche di competenze.

Qual è il giudizio dei ragazzi sulle lezioni a distanza?

I ragazzi sono entusiasti . Gli strumenti utilizzati, ma soprattutto le persone, che fanno la differenza, ci hanno consentito di far sentire quanto meno possibile il distacco fisico dalla loro aula, dalla loro scuola. Perché i ragazzi amano la loro scuola. Come preside sono rimasto colpito dal fatto che alcuni studenti sono venuti a trovarmi, preoccupati: «Se chiudono la scuola, non possiamo più venire?» mi hanno chiesto. Non potrete assolutamente entrare a scuola, ho risposto. Ma non vi preoccupate, non vi lasceremo soli.


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