Famiglie e studenti

Istituti chiusi, Faes Milano: «La didattica a distanza richiede un più stretto patto di collaborazione tra insegnanti e genitori»

di Redazione Scuola

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In questo momento difficile, la scuola ha un ruolo di grande responsabilità e non soltanto per garantire la continuità didattica, ma per tenere vivi i legami sociali e dare regole di comportamento. «E' nella mission del Faes, che significa appunto Famiglia e Scuola, essere vicini alle famiglie - conferma Sam Guinea, responsabile del Progetto Coding di Scuole Faes Milano - ora però cerchiamo di farlo ancora di più, con aiuti pratici, come procurare un pc a chi non ce l'ha, o spiegando ai ragazzi sui social perché vengono loro chieste certe rinunce, come limitare le uscite o avere disciplina nell'uso dei dispositivi elettronici, che dopo una certa ora vanno spenti».

«E d'altro canto - continua Guinea - senza il supporto dei genitori gli insegnanti non possono affrontare per lungo tempo, come si profila, la sfida della didattica a distanza, specialmente per quanto riguarda bambini e ragazzini della scuola primaria e secondaria di primo grado che non sono autonomi nell'uso di strumenti tecnologici. Serve che mamma o papà - pur oberati da cambi di abitudini e di orari, smark working, gestione dei figli a casa - ritaglino un po' di tempo per aiutarci nel coordinamento delle attività da remoto».

Scuole Faes Milano è una realtà di oltre 1100 studenti, dall'asilo nido ai licei, che ha grande dimestichezza con il digitale (il coding, cioè la programmazione, viene insegnato dalla seconda elementare e le abilità tecnico-informatiche sono promosse a tutti i livelli di istruzione) e tuttavia riconosce che fare a didattica a distanza non è solo una questione tecnologica: non si può improvvisare, non significa tenere cinque ore di lezione online come se si fosse tutti in aula, o dare più compiti come durante le vacanze, ma riprogettare completamente il modo di insegnare.

«Abbiamo lavorato a lungo - spiega Guinea - per mettere a punto un sistema che speriamo sia efficace per la fascia 6-14 anni: registriamo video di 10-15 minuti sui vari argomenti e alleghiamo una comunicazione ai genitori che spiega quando è necessario il loro intervento (un altro video da scaricare, una ricerca da fare via internet), così che possano organizzarsi. Naturalmente lasciamo del tempo, perché non sappiamo quando lo studente vedrà la consegna - magari durante il giorno sta con i nonni che non hanno il pc, oppure usa quello di papà o mamma quando non fanno smart working - né quando il genitore potrà aiutarlo. Solo successivamente affrontiamo l'argomento online, in piccoli gruppi alla volta o tutti insieme, e in un secondo momento introdurremo le valutazioni, che sono necessarie».

Alla scuola primaria però è già stato fatto un primo tentativo di interrogazione: a gruppi di 3-4 connessi in videoconferenza, in base alla disponibilità a collegarsi dichiarata dai genitori, i bambini hanno affrontato delle brevi schede di lettura. E' stata anche organizzata una “merenda col maestro”, un appuntamento live per tenere vivo l'aspetto relazionale.


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