Famiglie e studenti

Asl Lazio: presidi ci chiamino per bimbi da Cina

di Cl. T.

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Se un preside ha di ritorno nella sua scuola un bambino che arriva dalle regioni cinesi considerate a rischio coronavirus deve informare il dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento, e a quel punto può scattare la procedura precauzionale indicata dal Ministero della Salute: 14 giorni a casa con la famiglia, monitorando il possibile arrivo dei sintomi.

L’iter precauzionale
È quanto si apprende dai dipartimenti di prevenzione delle Asl del Lazio, in queste ore impegnati nei controlli e nell’applicazione di quanto disposto dal governo. Questo l’iter: è il preside a contattare il dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento. A quel punto il personale specializzato della Asl si reca nella scuola, per verificare se sussistano davvero i fattori di rischio. Se ci sono, la Asl prende allora contatto con la famiglia, va a casa sua e organizza a domicilio la “sorveglianza sanitaria domestica”. Al bambino, cioè, viene misurata la febbre due volte al giorno tenendo sott’occhio anche gli altri sintomi, e questo
per i 14 giorni successivi all’uscita dalle aree di rischio. Le Asl forniscono anche alle famiglie che non ne disponessero il termometro e le mascherine. In caso di sintomi, si legge nella
circolare, «viene avviato il percorso sanitario previsto per i casi sospetti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA