Famiglie e studenti

Dai concorsi per 48mila prof alle «call» provinciali per le supplenze: oggi l’ok al salva-precari

di Eugenio Bruno

Le assunzioni nella scuola non finiscono mai. La conferma è attesa dall’aula del Senato che è chiamata a votare la fiducia sul decreto scuola. Che in caso di esito positivo diventerà legge e andrà in Gazzetta il 28 dicembre. Il primo effetto sarà quello di riaprire (con decorrenza economica da quest’anno e giuridica solo dal prossimo) l’assegnazione delle 9mila cattedre recuperate dai pensionamenti avvenuti con Quota 100. Al tempo stesso partirà il countdown per due nuove selezioni (una ordinaria e l'altra straordinaria per i precari con 3 anni di servizio) per immettere in ruolo altri 48/49mila professori (di questi almeno 24mila a settembre 2020): i bandi dovrebbero arrivare entrambi a febbraio. In rampa di lancio, poi, un nuovo concorso per insegnanti di religione, a oltre 15 anni dall’ultimo reclutamento.

La call veloce per nominare i supplenti
Il decreto riapre le graduatorie di terza fascia (a cui le scuole attingono per nominare i supplenti per le materie in cui le graduatorie a esaurimento sono vuote) con proroga fino all'anno scolastico 2022/2023. trasformandole in graduatorie provinciali: ciò significa che gran parte degli adempimenti si sposteranno dalle segreterie scolastiche agli uffici scolastici provinciali. Al tempo stesso arriva un nuovo meccanismo, una “call veloce” per coprire più rapidamente (consentendo spostamenti anche fuori regione) le cattedre che ogni anno restano vuote al termine delle operazioni ordinarie di assunzione.

Oltre 70mila assunzioni
Tra concorsi, stabilizzazioni e sanatorie di vario tipo, il conto complessivo dei nuovi inserimenti nella scuola arriva a circa 70mila unità. Ai 48/49mila precari già citati si aggiungono, nell’ordine, la statizzazione di 11.263 lavoratori impegnati in attività di pulizia e decoro; il migliaio di capi segreteria “Dsga facenti funzione” per i quali si apre a un concorso straordinario a cui potranno partecipare coloro con tre anni scolastici di servizio dal 2011/2012; i 59 nuovi dirigenti tecnici da assumere nel 2021 (e gli 87 dal 2023). Per un totale di 61 mila unità a cui si aggiungono le 9mila cattedre liberate da Quota 100, e che nei prossimi mesi saranno coperte stabilmente.

Ampliate le categorie di precari salvati
Tra le ultimissime novità inserite alla Camera a inizio dicembre e confermate dal Senato spicca l'ampliamento della platea di coloro che potranno partecipare al concorso straordinario: saranno ammesse le candidature sia dei docenti che abbiano maturato servizio nei percorsi di Istruzione e formazione professionale (IeFP), sia di coloro che abbiano effettuato una delle tre annualità richieste dall'anno scolastico 2008/2009, sia di chi - sebbene con riserva - sta svolgendo quest’anno la terza annualità di servizio.

Bonus merito anche ai precari
Il provvedimento, 10 articoli in totale, estende poi il bonus merito (quest’anno vale 160 milioni di euro) anche ai supplenti con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto (lo scorso anno erano oltre 130mila). Proprio mentre la manovra su cui la Camera si pronuncerà definitivamente lunedì 23 stabilisce che lo stesso bonus andrà inserito nel Fondo di istituto. Con due conseguenze pratiche per i prof: andrà contrattato con i sindacati e potrà essere destinato anche al personale non docente.

Le misure per l’università
Una su tutte: l'aumento da 6 a 9 anni la durata dell'Abilitazione scientifica nazionale che consentirà ai 27mila aspiranti prof universitari di non vedere scadere il “patentino” già ottenuto e di partecipare ai concorsi banditi dagli atenei.


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