Famiglie e studenti

Latino e greco educano i ragazzi alla complessità del nostro tempo

di Roberta Fantinato*

Chiedersi perché iscriversi al liceo classico significa cercare risposte a tre domande sottintese: le ore dedicate a latino e greco servono? Alla formazione liceale non gioverebbe un monte ore maggiore di lingua straniera e matematica? Il mondo di domani non ha forse bisogno prevalentemente di competenze tecniche piuttosto che teoriche?

Viviamo un periodo storico in cui la velocità dei cambiamenti minaccia di obsolescenza ogni più moderno stile di formazione, e di vita. Potrebbe pertanto sembrare che un curriculum incentrato sullo studio del passato non sia spendibile. L’apprendimento del latino e del greco rappresenta al contrario uno straordinario strumento per entrare a fondo nelle opere scritte in queste lingue.

Inoltre, in un universo sempre più mediatico caratterizzato da una comunicazione frammentata, al di là del canale attraverso cui viene diffusa, l’attenzione verso i testi nella loro dimensione linguistica e storica può diventare una forma di educazione alla complessità e rivelare l’intrinseca modernità di un corso di studi che non teme di confrontarsi con il moltiplicarsi dei codici espressivi, ivi compresi quelli frutto della rivoluzione digitale.

Bussola per affrontare la vita

Il liceo classico, aperto alle sollecitazioni del mondo attuale, anche grazie ai rapporti col territorio - favoriti dai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento - può quindi offrire un percorso formativo in grado di fare ragionare i giovani su una pluralità di stimoli. La frequentazione dei testi letterari e filosofici della tradizione culturale europea, pressoché quotidiana a partire dal triennio, è uno strumento potente che permette di intersecare l’oggi, insegnando così ad affrontare la vita senza chiudersi in superficiali certezze e ad assumersi il rischio di un’incessante e complessa ricerca e costruzione di senso. È poi innegabile che ogni percorso educativo oggi deve proporsi di potenziare la flessibilità cognitiva e intellettuale e competenze sociali, civiche e di imparare a imparare, rivolgendosi a ragazzi e ragazze che si troveranno a fronteggiare un mondo lavorativo competitivo, fluido e a oggi imprevedibile. In questo contesto lo studio delle lingue classiche è un’occasione preziosa di serio impegno intellettuale, mettendo in campo raffinate strategie di problem solving, perfettamente in linea con le più recenti raccomandazioni del Consiglio Ue.

Le potenzialità del curriculum

Il liceo classico non è quindi una scuola passatista ed esclusivamente destinata a futuri “umanisti” o archeologi. In realtà - all’interno del curriculum del liceo classico - le discipline storico-linguistiche si confrontano e dialogano con le discipline fisico-matematiche, la cui incidenza è significativa nel triennio, fornendo così una formazione equilibrata per scelte future oggettivamente complesse da compiere a soli 14 anni.

I lnguaggi tecnici

A ciò si aggiunga che lo studio della lingua inglese durante tutto il corso di studi contribuisce a una identità formativa piena e dotata di una profonda sensibilità interculturale. Infatti l’approccio ermeneutico e la dimestichezza con i linguaggi tecnici delle discipline, insieme all’abitudine alla controversia e all’argomentazione, contribuiscono a potenziare innovazione, creatività, spirito di iniziativa e capacità di soluzione di problemi in contesti complessi, competenze fondamentali sia all’università sia al lavoro. Peraltro i dati evidenziano come le scelte universitarie dei diplomati classici spazino da facoltà di stampo più didattico-letterario a facoltà di area economico-giuridica e scientifica e come gli esiti dei percorsi siano sempre molto positivi, con tassi di abbandono pressoché irrisori.

*Dirigente scolastico liceo classico
Marco Minghetti (Bologna)


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