Famiglie e studenti

Sicurezza scuole, l’Upi: «Istituti superiori siano una priorità. Da Fioramonti condivisione e disponibilità»

di Redazione Scuola

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Portare le scuole superiori italiane al centro del dibattito politico nazionale, per assicurare a chi vive, lavora, e cresce nelle oltre 7.400 scuole italiane la piena attenzione del Paese.
Questo l'obiettivo condiviso ieri con il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, dal presidente di Upi Michele de Pascale, e dalla responsabile Istruzione Upi Silvia Chiassai Martini, presidente della Provincia di Arezzo.

«Non vorremmo mai arrivare a dovere chiudere le scuole – hanno detto i rappresentanti delle Province – ma vogliamo che tutti abbiano chiaro che se non si torna ad investire per la manutenzione e la sicurezza degli edifici scolastici delle superiori, che sono stati penalizzati per anni, c'è il rischio concreto che questo avvenga. Abbiamo due grandi emergenze che vanno risolte: da una parte, pochissime risorse, insufficienti a coprire il reale fabbisogno in termini di investimenti in messa in sicurezza e manutenzione. Basta guardare alla legge di Bilancio appena varata dal Governo, che riserva alle scuole superiori solo 450 milioni a fronte dei 2,5 miliardi di fabbisogno accertato. Dall'altra, procedure burocratiche talmente complesse che fanno passare anche 3 anni da quando i soldi sono stanziati a quando arrivano agli enti. Su questi fronti abbiamo ricevuto dal ministro Fioramonti piena condivisione e la disponibilità a lavorare insieme, anche attraverso la creazione di una Cabina di regia ristretta tra Miur, Upi e Anci. E per accendere un gande faro su questi temi, abbiamo proposto al Ministro di realizzare entro la fine dell'anno gli Stati Generali delle scuole superiori, una giornata in cui, in tutta Italia, istituzioni, studenti, docenti personale e famiglie si troveranno per raccontare insieme al Paese la scuola italiana, non solo nelle criticità ma anche in quelle poche ma significative eccellenze che con fatica sono state realizzare nelle Province italiane».


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