Famiglie e studenti

Bari,in carcere e a scuola a lezione di Costituzione

di Redazione Scuola

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«Avviare progetti di educazione alla legalità e di conoscenza della Costituzione attraverso un percorso di informazione che diffonda i valori e i principi della democrazia rappresentativa presso gli istituti penali minorili e nelle scuole al fine di consolidare il senso di cittadinanza attiva negli studenti». È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa sottoscritto oggi nel carcere minorile Fornelli di Bari dal presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e dal ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti.

L’intesa
Il protocollo, che si rinnova dopo la prima firma risalente al settembre 2018, avrà la durata di un anno e consisterà in incontri tra i ragazzi degli istituti penitenziari e studenti delle scuole del territorio attraverso “un programma di sviluppo dell'insegnamento della cittadinanza e della Costituzione. Il primo incontro è avvenuto già ieri, in occasione della firma, con i due esponenti del Governo e il presidente della Camera che hanno risposto alle domande dei ragazzi, circa 70, su legalità, immigrazione, significato della rappresentanza, dopo aver ricevuto una copia della Costituzione.

Gli obiettivi
«Credo sia un protocollo fondamentale - ha detto il presidente Fico - perché dà il senso profondo delle istituzioni all'interno di luoghi e realtà difficili, che devono essere parte integrante del nostro Stato». Il ministro Bonafede lo ha definito “un progetto meraviglioso”. «La parte del protocollo che individua gli obiettivi - ha detto - si riferisce alla valorizzazione dei principi di libertà, rispetto dell'altro, lealtà, responsabilità, cittadinanza consapevole, legalità. Il rispetto dell'altro nella consapevolezza che l'altro vive in un'altra realtà, che è stato più fortunato o più sfortunato. Lo Stato investe con impegno differente su tutte e due quelle realtà per cercare di dare a questo Paese un futuro di legalità». Il ministro Fioramonti ha evidenziato l'importanza «di mettere in collegamento ragazzi che hanno commesso dei crimini con la popolazione studentesca nella sua interezza perché, attraverso questo dialogo, aiutiamo chi ha commesso degli errori e insegniamo anche a coloro che questi errori non li hanno commessi, la possibilità di un recupero, di un riscatto che è un grande elemento della nostra Costituzione, un grande elemento della democrazia partecipativa».


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