Famiglie e studenti

Dalla regione Sardegna borse di studio e libri gratis per gli studenti a basso reddito

di Davide Madeddu

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Nuove risorse dalla Regione Sardegna per il sostegno al diritto allo studio. La Giunta regionale ha dato il via libera all'erogazione di cinque milioni e mezzo di euro in borse di studio e buoni libro per sostenere l'istruzione pubblica.

Le borse di studio
Nello specifico, 1.675.000 euro sono destinati a borse di studio per gli studenti che hanno frequentato nell'anno scolastico 2018/2019 le scuole pubbliche primarie, secondarie di primo grado e secondo grado, le cui famiglie presentano un Isee non superiore a 14.650 euro. «La borsa dovrà essere assegnata dai Comuni di residenza degli studenti - precisano dalla Regione -ripartendo i fondi a disposizione in misura uguale tra i beneficiari, indipendentemente dalla scuola frequentata, entro il limite massimo di 200 euro per borsa». Dal provvedimento sono esclusi gli studenti che hanno beneficiari della borsa di studio nazionale.

I bonus libri
Altre risorse per un importo pari a 3.828.172,2 euro (2.913.407,4 in favore degli alunni in obbligo scolastico e 914.764,8 per quelli dell'ultimo triennio della scuola secondaria di secondo grado) serviranno invece a finanziare la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo per gli studenti che nell'anno scolastico 2019 2020 frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado, le cui famiglie presentano un Isee non superiore a 14.650 euro. «Il buono libri dovrà essere assegnato dai Comuni di residenza degli studenti - chiariscono dalla Regione -ripartendo i fondi a disposizione in base alle spese sostenute per l'acquisto dei libri e ritenute ammissibili, entro il limite massimo di tali spese per ciascun beneficiario».

Le università della terza età
Non solo, dalla Regione anche via libera a 300 mila euro per le 35 università della terza età presenti in Sardegna. In questo caso lo stanziamento per il proseguimento delle attività didattiche e culturali dell'anno accademico 2019/20 «sarà ripartito in base al numero di iscritti nell'anno accademico 2018/19 (il 35%), all'indice di vecchiaia, cioè iscritti con età superiore o uguale a 65 anni (il 30%), ed al numero delle sedi staccate con almeno 15 iscritti (il 5%). Il restante 30% del finanziamento sarà ripartito in parti uguali».


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