Famiglie e studenti

Scuola, bonus merito esteso anche ai precari Assunti a quota 61mila

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Per tamponare l’emergenza “cattedre scoperte” che ha funestato l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, i vincitori e idonei dei vecchi concorsi potranno essere immessi in ruolo una regione diversa da quella della propria graduatoria. Il fondo per valorizzare gli insegnanti (quest’anno vale 160 milioni di euro) potrà essere destinato a premiare, oltre ai docenti a tempo indeterminato, anche i supplenti con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto (lo scorso anno erano oltre 130mila). E ancora: il conto complessivo, da qui al 2021, delle nuove assunzioni nella scuola cresce ancora. Si arriva a 61mila unità, con l’aggiunta del migliaio di capi segreteria “Dsga facenti funzione”) per i quali, dopo un lungo tira e molla, si apre a un concorso straordinario a cui potranno partecipare coloro con tre anni scolastici di servizio dal 2011/2012.

Con queste tre ultime novità il primo decreto scuola targato Lorenzo Fioramonti ha ricevuto ieri l’ok del Consiglio dei ministri: «Queste norme dimostrano la volontà del governo di combattere il precariato nella scuola garantendo il numero più alto possibile di cattedre a partire da settembre 2020», ha spiegato il neo titolare del Miur. Il Dl, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sarà trasmesso alle Camere per la conversione entro 60 giorni.

Il piatto forte del provvedimento, in tutto sette articoli, è il concorso straordinario per immettere in ruolo, già da settembre 2020, 24mila precari con almeno tre anni di servizio alle spalle, di cui uno nella classe di concorso per la quale si affronta la selezione. La procedura prevede una sola prova scritta computer based con quesiti a risposta multipla che viene superata con 7/10. Scatta poi l’anno di prova che consentirà di acquisire i 24 Cfu con oneri a carico dello Stato. A fine anno, basta una lezione simulata e si viene confermati in ruolo. Chi ottiene 7/10, ma non rientra nei 24mila vincitori, potrà comunque abilitarsi sostenendo una prova orale (sempre con un punteggio minimo di 7/10) e un anno di formazione per l’acquisizione di 24 crediti formativi universitari. I vincitori del concorso dovranno rimanere almeno cinque anni nella sede di prima assegnazione per assicurare la continuità didattica.

Contemporaneamente, sempre quindi entro l’anno, il Miur dovrà bandire anche un concorso ordinario per 24.500mila cattedre. Qui potranno partecipare anche i laureati con 24 Cfu. Al pacchetto di 48/49mila nuovi docenti a medie e superiori si aggiungerà la selezione per 17mila maestri e maestre di infanzia e primaria che sono in attesa del bando autorizzato da mesi.

Ma le assunzioni non finiscono qui. Il decreto apre anche alla “statizzazione” di 11.263 ex Lsu impegnati in attività di pulizia e decoro nelle scuole per almeno 10 anni; confermato poi, dal 2021, il reclutamento di 59 dirigenti tecnici (non più 55).

Novità in arrivo anche per presidi e Ata, con la cancellazione dell’obbligo dei controlli biometrici. Per garantire, infine, agevolazioni per gli scuolabus alle famiglie meno abbienti, il Dl consente ai comuni di erogare anche gratuitamente il servizio di trasporto scolastico (a patto che «sia rispettato l’equilibrio di bilancio complessivo»).


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