Famiglie e studenti

Slitta l’avvio dell’educazione civica

di Claudio Tucci

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L’educazione civica non partirà ora, neppure nella veste di sperimentazione nazionale. Forse, ma risorse permettendo, da gennaio 2020 si avvierà una seria programmazione. In ogni caso, l’introduzione ufficiale dell’educazione civica scatterà da settembre 2020, come previsto dalla legge.

Il parere del Cspi
Ieri il Cspi, l’organo tecnico consultivo del Miur, ha espresso parere negativo sul decreto firmato in fretta e furia dal precedente ministro dell’Istruzione per avviare, già a settembre, in via sperimentale a livello nazionale, il nuovo “insegnamento”. Il disco rosso acceso dal Cspi all’unanimità è spiegato dalla difficoltà a partire già quest’anno, visto che «la programmazione della didattica è già in corso e introdurre ad anno scolastico iniziato una nuova materia, per ben 33 ore, metterebbe in difficoltà le scuole».

Il commento di Fioramonti
«Sentirò a breve associazioni di dirigenti, docenti e studenti per discutere con loro della possibilità di avviare una seria programmazione a partire da gennaio 2020 (con tanto di fondi aggiuntivi in Legge di Bilancio), per fare quello che il precedente ministro non aveva fatto, cioè preparare in modo efficace le scuole nell'ottica dell'introduzione dell'Educazione civica nel settembre 2020, come previsto dalla legge», sono le parole del neo titolare del Miur, Lorenzo Fioramonti.

La vicenda
La legge sull’introduzione dell’educazione civica era stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 agosto scorso ed è entrata in vigore il 5 settembre. Il nuovo insegnamento doveva essere attivato a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore del provvedimento, ovvero non prima del 2020/2021. Ma Marco Bussetti aveva disposto con un decreto una partenza in fase sperimentale già da quest’anno. Partenza che però il Cspi ieri ha oggi bocciato. «È evidente - si legge ancora nell’articolato parere del Cspi - che si tratta di un provvedimento che risponde ad una esigenza molto sentita nella opinione pubblica, anche se la legge, nell’intento di seguire queste attese, presenta non poche difficoltà tecniche di applicazione. Questa sperimentazione, sia pure ad adesione volontaria - si legge in un altro passaggio - non è praticabile (in questo anno scolastico) in quanto comporta una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione e tale da compromettere la qualità ed il significato della sperimentazione stessa. Risulterebbe sicuramente sconvolto il curricolo e il piano di attività, già predisposto per l'anno scolastico 2019/20. È necessaria poi una riflessione aggiuntiva sulla compatibilità temporale fra la permanenza della legge che ha introdotto “Cittadinanza e Costituzione” e l'introduzione della sperimentazione».

Le reazioni
Concordano con la decisione del Cspi i sindacati. Per Maddalena Gissi (Cisl Scuola), non ci sono «i tempi, né le risorse umane ed economiche per introdurre già da quest’anno l’educazione civica». La vicepresidente del Cspi, Annamaria Santoro, esponente della Fp Cgil, giudica “un pò surreale il fatto che le sperimentazioni sono volontarie, partono dal basso; questa sarebbe diventata una introduzione forzata per legge, una forzatura per anticipare i tempi di una legge che ne ha previsti altri». Ma il deputato della Lega, Massimiliano Capitanio, primo firmatario della legge, dice: «Il parere del Cspi era prevedibile ma sono certo che il nuovo ministro dell’Istruzione non tradirà la volontà del Parlamento».


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