Famiglie e studenti

L’educazione civica avrà un voto

di Cl. T.

Le 33 ore di educazione civica, che l’esecutivo uscente punta a far debuttare quest’anno come «sperimentazione nazionale» nelle scuole del primo e secondo ciclo, vanno declinate nel piano triennale dell’offerta formativa; e si dovrà valorizzare la conoscenza della Costituzione, «da approfondire in base all’età degli alunni».

La nuova materia è un insegnamento «che compete a tutto il gruppo docente» (e quindi va sviluppata in modo coerente nel curriculo) e coinvolge più ambiti disciplinari: ad esempio, educazione ambientale, sviluppo sostenibile e la stessa Agenda 2030 «trovano naturale interconnesione con le scienze naturali e la geografia», mentre educazione alla legalità e al contrasto della mafie «si innerva» con gli elementi fondamentali del diritto, ma anche con gli ambiti storico, filosofico e letterario.

Al Cspi, il consiglio superiore della pubblica istruzione, oltre al decreto firmato da Marco Bussetti per avviare la sperimentazione, sono arrivate anche le linee guida alle scuole per attuare la nuova legge, pubblicata in Gazzetta ufficiale lo scorso 21 agosto, che ha reintrodotto in classe l’educazione civica.E una pronuncia è attesa l’11 settembre.

Nelle quattro pagine di indicazioni, il Miur conferma che le 33 ore annue sono all’«interno dei quadri orari ordinamentali vigenti»; e suggerire poi di prevedere, nell’ambito del piano annuale delle attività, «momenti di programmazione interdisciplinare», anche per individuare le modalità di coordinamento attribuite al docente designato dal dirigente scolastico. Le scuole del secondo ciclo dovranno affidare l’educazione civica ai docenti abilitati nelle discipline giuridiche ed economiche, se presenti nell’organico dell’autonomia (l’insegnamento dovrà comunque essere trasversale).

L’educazione civica avrà un voto espresso in decimi dal docente coordinatore.

Tutto ciò ammesso che il Cspi dia parere favorevole e che il nuovo governo non decida di disfare quanto fatto da quello precedente.


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