ITS e imprese

«Programmi formativi non aggiornati»

di Cl. T.

«Facciamo parte del Cluster Umbria insieme ad altre imprese; abbiamo tutti bisogno di figure tecniche, soprattutto periti. Ci occupiamo, in prevalenza, di meccanica fine, quindi operiamo in un settore molto specialistico e all’avanguardia. Lo sa all’istituto tecnico locale quante classi di studenti ci sono nell’indirizzo meccanico? Una, forse due. Famiglie e ragazzi preferiscono, purtroppo, altri indirizzi, per esempio quello per geometri, quando invece il nostro territorio offre opportunità concrete nel settore meccanico».

A parlare è Umberto Tonti, presidente di OMA, un’impresa che si occupa di aerostrutture integrate ed equipaggiamenti di bordo, oltre che di revisione di aeroplani e motori, 630 dipendenti, 80 milioni di fatturato, di cui circa l’80% legato all’export diretto e indiretto, casa madre a Foligno (Perugia). A lui manca personale con competenze digitali e sul fronte del controllo dei processi. «Ma ho bisogno anche di risorse in grado di progettare - aggiunge Tonti -. Cerchiamo creatività, visto che, in parte, realizziamo nostri prodotti su basi innovative derivanti anche da attività di ricerca e sviluppo». La formazione non è in linea con il mondo del lavoro: in pochissimo tempo è aumentata la domanda, mentre l’offerta è diminuita. Nel mirino, oltre allo scarso orientamento verso le professioni tecniche e scientifiche, ci sono «i programmi formativi» che, secondo Tonti, «non sono stati aggiornati all’Industria 4.0 e più in generale alle nuove richieste del mondo produttivo». L’alternanza è uno strumento importante, ma l’attuale governo l’ha depotenziata. «Negli anni dell’obbligatorietà della scuola-lavoro nella mia azienda ho accolto centinaia di giovani - ha spiegato Tonti -. Ho creato anche uno staff dedicato al placement interno, e facciamo pure stage aziendali. Che cosa fanno i ragazzi? Li inseriamo nei laboratori e in settori dove apprendere come funziona l’organizzazione aziendale. Nessuno, e lo ripeto nessuno, ha terminato lo stage da noi senza essere stato integrato a pieno nel lavoro quotidiano».


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