Personale della scuola

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Il ministro Marco Bussetti tira un sospiro di sollievo in vista del prossimo anno scolastico. Il boom di scuole senza preside e , dunque, di istituti affidati a un reggente - che sarebbe seguito al combinato disposto di maxi-uscite con Quota 100 e annullamento del concorso da parte del Tar - non ci sarà. Dopo che il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare del ministero dell’Istruzione e sospeso gli effetti della pronuncia di primo grado sulla selezione in corso da 2.900 posti per i futuri dirigenti scolastici. In attesa di pronunciarsi nel merito il 17 ottobre prossimo. Quando le scuole avranno però riaperto da un pezzo.

La decisione dei giudici di palazzo Spada è arrivata con due ordinanze gemelle, pubblicate ieri, con le quali è sospesa, in attesa della decisione di merito, la sentenza del Tar Lazio che, a inizio luglio, aveva annullato il concorso presidi, accogliendo le doglianze di alcuni candidati per incompatibilità di tre componenti delle sottocommissioni incaricate della valutazione delle prove scritte.

Il primo effetto della pronuncia del Consiglio di Stato è che, dal 1° settembre - e dunque in tempo con l’avvio del nuovo anno scolastico - il Miur immetterà in ruolo i primi 2.117 presidi vincitori della selezione, che corrispondono grossomodo alle sedi attualmente libere e disponibili (si azzererà, quasi, il fenomeno delle reggenze). Una stima dell’Associazione nazionale presidi (Anp) pubblicata sul Sole 24 ore di lunedì 8 luglio quantificava infatti in 2.300 le sedi che rischiavano di restare scoperte.

Alla base della decisione di palazzo Spada un ruolo sembra averlo giocato proprio l’approssimarsi della riapertura degli istituti scolastici. Nelle ordinanze della VI Sezione, che di fatto consentono al Miur di espletare la prova orale e completare il reclutamento, si legge infatti: «A prescindere dal merito delle questioni devolute in appello e da ogni valutazione sull'effettiva portata invalidante dei vizi dedotti (segnatamente dei vizi riscontrati dal primo giudice) … deve ritenersi preminente l’interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per la procedura di immissione in ruolo dei candidati vincitori e per l’affidamento degli incarichi di dirigenza scolastica con decorrenza dal 1° settembre 2019»

A favore di questa soluzione giunge anche la circostanza che sempre ieri è ufficialmente terminato il concorso bandito lo scorso anno: le ultime tre commissioni hanno infatti concluso gli orali. La graduatoria è triennale, pertanto gli altri circa 800 presidi che risulteranno in posizione utile verranno assunti negli anni scolastici successivi.

Soddisfatto per gli ultimi sviluppi della vicenda il titolare (leghista) dell’Istruzione, Marco Bussetti. Ai microfoni di Sky Tg24 il responsabile di viale Trastevere ha commentato: «La ragione del concorso, di cui abbiamo voluto accorciare nei tempi, è perchè c’è da anni una emergenza, anche del 50%, dei dirigenti scolastici, che ha imposto la necessità delle reggenze. Tamponeremo quasi totalmente il fenomeno, avremo dirigenti in quasi tutte le scuole, ci saranno reggenze ma minime».


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