Famiglie e studenti

A scuola di impresa con Junior Achievement

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C'è chi ha progettato un sistema antifurto per le arnie delle api, chi ha creato un sistema per mappare su digitale i macchinari di un'azienda meccanica così che se si dovesse rompere un pezzo, potrebbero subito ristamparlo in 3D senza fermare la produzione. Davvero tante e fantasiose le idee messe a punto nel corso del progetto “Impresa in Azione”, che ieri ha visto la sua giornata conclusiva a Milano con la proclamazione della squadra vincitrice del premio nazionale. Si tratta di F.A.T. (Farm Animal Trade) JA dell’Itis G.B.Bosco Lucarelli – Benevento che aveva vinto la competizione regionale in Campania (Migliore Impresa JA Campania): un marketplace per la compravendita di animali da allevamento che garantisce la tracciabilità dell'origine dei prodotti riducendo i costi ed ha una forte scalabilità.
Gli studenti primi classificati con la loro mini-impresa parteciperanno poi alla finale europea JA Europe Company of the Year Competition, dal 3 al 5 luglio a Lille, in Francia.

Il progetto Junior Achievement
Motore di questo progetto Junior Achievement, organizzazione non profit che lavora nelle scuole proprio sull'educazione imprenditoriale per preparare gli studenti alle future richieste di un mondo del lavoro in continua trasformazione. 700 le classi che hanno partecipato, quasi 16mila studenti seguiti da 600 Dream Coach.
I ragazzi hanno dovuto pensare ad un'idea di impresa e poi realizzarla in concreto, dividendosi i compiti come in una vera azienda, cercando finanziamenti, facendo ricerche di mercato e mettendo a punto un vero business plan. “Impresa in azione” è riconosciuto dal Miur come “Percorso per le competenze trasversali e per l'orientamento” (quella che fino a qualche mese fa era l'alternanza scuola-lavoro), ed è riconosciuta dalla Commissione Europea come «la più efficace strategia per la crescita e l'occupabilità dei giovani».

«Spesso si dice che i giovani siano il futuro, noi pensiamo che siano il presente, con le loro idee e le loro azioni possono dare un contributo importante»- spiega Antonio Perdichizzi, presidente Junior Achievement Italia. «E loro portano a casa sicuramente le cosiddette soft skills, ma anche competenze tecniche (come la creazione di un modello di business, del pitch) che serviranno loro, qualsiasi sarà il lavoro che decideranno di fare. Speriamo che qualcuno di loro possa diventare imprenditore, ma la cosa importante è che tutti i ragazzi escano da questa esperienza con un curriculum arricchito».

Il collegamento con il digitale
Molte delle start up presentate sono collegate al digitale, sono molto innovative, e non escluso che possano trovare un mercato. «Con “Impresa in Azione” si può accendere una scintilla, un desiderio di fare impresa»- spiega ancora Perdichizzi. «Noi lavoriamo anche a livello di scuola media e a volte si innesca una passione. Poi non è importante che lo stesso progetto diventi subito un'impresa, cosa che magari succede più tardi. I ragazzi infatti immaginano dei trend che oggi potrebbero non essere maturi, ma potrebbero esserlo quando avranno magari 20 anni e saranno in una condizione ideale per provare a fare impresa perché potranno anche permettersi di sbagliare, componente fondamentali per ogni start up».


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