Formazione in azienda

La preside innovativa: a settembre proseguirò con i progetti anche di 600 ore

di Claudio Tucci

«Sicuramente gli studenti dell’istituto tecnico industriale Enrico Fermi di Roma faranno, nel triennio, più di 150 ore di alternanza scuola-lavoro (ora denominata, percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento). Anzi. Le dirò di più. Con i miei docenti, abbiamo deciso di inserire nel Piano triennale dell’offerta formativa (il Ptof), che è il biglietto da visita di ciascuna scuola per studenti e famiglie, la frase che la formazione on the job “rimane uno dei punti cardine” della nostra proposta didattica».

Monica Nanetti è dal 2007 dirigente scolastico del Fermi (ci sono cinque indirizzi informatica, elettronica, telecomunicazioni, automazione ed energia), e, nonostante il dimezzamento di ore e fondi ai programmi di scuola-lavoro, ha deciso di andare avanti (del resto, la legge parla di «almeno 150 ore» da svolgere in azienda - fino a quest’anno, nei tecnici, le ore nel triennio erano 400). «Per un tecnico industriale - spiega Nanetti - il collegamento con le imprese è indispensabile. Già con la legge 107 nel mio istituto diversi progetti di alternanza arrivavano anche a 600 ore. Per i ragazzi è una grande opportunità avere un contatto diretto con il mondo del lavoro. Anche per gli insegnanti è una bella sfida, perché permette di arricchire la didattica».

Certo, adesso, «dovremmo fare i conti con minori risorse, da circa 60mila euro siamo passati a 26.928 euro - aggiunge Nanetti -. Soldi che utilizzo per retribuire i professori, per pagare trasporto, vitto ed eventuale soggiorno dei ragazzi. Mi auguro che il governo ci ripensi. Insegnare la teoria con la pratica è stata la sfida del Rinascimento italiano, e i Tecnici degli anni ’50, durante i quali scuola e lavoro si parlavano quotidianamente, hanno fatto la fortuna dell’Italia del dopoguerra».

Il Fermi può contare su un pacchetto di imprese partner di prim’ordine, da Bosch a Ferrovie dello Stato a Acme Cubo, e poi collabora da tempo con Unindustria e Federmeccanica. Un risultato concreto da segnalare al ministro Bussetti? «Un ragazzo dell’indirizzo informatico - risponde Nanetti -. Ha fatto alternanza nei laboratori dell’Istituto nazionale di fisica di Frascati, in provincia di Roma. Adesso lavora al Cern di Ginevra».


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