Famiglie e studenti

Save the Children, 420 milioni di bambini vivono in aree di conflitto

di Nicoletta Cottone

«Tutti rammentiamo l'immagine di quel bambino siriano in ospedale, coperto di polvere, dopo il bombardamento della sua abitazione. Quell'immagine ha commosso tanti nel mondo. Occorre che la commozione e la sollecitazione che queste immagini determinano, non sia effimera e non si dimentichi in poco tempo». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo al centenario di 'Save the Children'. «Che non sia la commozione di un momento, ripetuta più volte, ma senza risultati concreti, strutturalmente forti e permanenti», ha sottolineato. Il capo dello Stato ha partecipato all’evento al Maxxi di Save The Children, in occasione del suo centenario. Save the children ha lanciato la campagna “Stop alla guerra sui bambini” ed ha organizzato al Maxxi di Roma un evento, dal titolo “Tutti giù per terra” per far capire che tipo di esperienza vive ogni giorno un bambino che va a scuola nelle zone di guerra. Da oggi parte anche la raccolta fondi con sms solidale al 45533.

Un minore su 5 vive in aree di conflitto
Il dossier di Save the children presentato questa mattina ricorda che un minore su 5 - quindi 420 milioni di bambine e bambini (il doppio dalla fine della Guerra Fredda) - vive attualmente in aree di conflitto, un numero in crescita di 30 milioni rispetto al 2016, sempre più esposto a violazioni dei propri diritti, tra i quali i continui attacchi contro le scuole.

Nel 2017 sono stati bombardati 1.400 istituti scolastici
E spesso nel mirino ci sono gli istituti scolastici. Solo nel 2017, attesta lo studio, sono stati bombardati oltre 1.400 edifici scolastici. E viene ricordato che nelle aree di conflitto, l'istruzione è uno dei principali diritti negati all'infanzia. Sono ben 27 milioni i bambini sfollati a causa delle guerre a non avere più accesso
all'educazione.

Diecimila bambini uccisi o mutilati a causa dei bombardamenti
Nel 2017 sono oltre 10mila i bambini che sono rimasti uccisi o mutilati a causa di bombardamenti, mentre si stima che almeno 100mila neonati perdano la vita ogni anno per cause dirette e indirette delle guerre, come malattie e malnutrizione. Nel solo 2017 si sono registrati oltre 1.400 episodi di bombe
sulle scuole. In Yemen,su un totale di 16.000 scuole, alla fine del 2017 almeno 256 scuole sono state totalmente distrutte a causa di bombardamenti aerei, 1.413 sono state parzialmente danneggiate e 686 sono state utilizzate come abitazione dalle migliaia di persone sfollate. Nel Paese sono più di 2 milioni i bambini fuori dal sistema educativo e due terzi degli insegnanti non ha ricevuto uno stipendio regolare negli ultimi 2 anni.

In Siria 2,1 milioni di bambini fuori dal sistema scolastico
Un dato non dissimile da quello della Siria, dove 2,1 milioni i bambini sono fuori dal sistema scolastico, deprivati delle loro competenze primarie e di un ambiente sicuro e protetto. Stessa sorte per paesi in cui i conflitti non sono contraddistinti dai bombardamenti ma dai gruppi armati, che colpiscono le scuole: in Sud Sudan, il 30% delle scuole è stato danneggiato, distrutto, occupato o costretto alla chiusura lasciando 2,2 milioni di bambini fuori dal sistema scolastico; nella Repubblica Democratica del Congo, in un conflitto lungo più di 20 anni, 1,9 milioni di bambini e bambine in età scolare non va più a scuola a causa del conflitto. In programma al Maxxi anche le premiazioni di “TuttoMondo Contest”, il concorso dedicato agli under 21 sul tema “La pace oltre la guerra”.


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