Personale della scuola

Presidi, ancora «congelati» i 460 euro in più in busta paga

Per un nuovo contratto che si annuncia di voler aprire, ce ne è uno che è stato firmato a ridosso dello scorso Natale, riguarda i circa 7.500 dirigenti scolastici, i cui effetti però ancora non si sono visti in busta paga.

L’intesa, 2016-2018, ha previsto, da gennaio, un maxi-adeguamento medio di circa 460 euro netti mensili (pari a un incremento lordo annuo di circa 11mila euro). Il ministero dell’Economia ha validato l’intesa (che interessa anche i 353 dirigenti di università ed enti di ricerca, seppur con aumenti stipendiali più contenuti) solo qualche giorno fa, ora il testo dell’accordo è al vaglio della Funzione pubblica.

Ai 460 euro netti in più al mese si arriva sommando l’incremento “standard” (previsto per la generalità dei dipendenti pubblici) del 3,48%, pari a 160 euro lordi al mese, circa 80 euro netti, ai 380 euro netti aggiunti sulla retribuzione di posizione parte fissa (che viene allineata ai valori riconosciuti alle altre figure dirigenziali pubbliche), che sale di 9mila euro, passando da poco più di 3.500 euro a oltre 12.500. Per quest’ultima operazione, nella manovra 2018, sono stati stanziati 37 milioni nel 2018, 41 nel 2019, 96 nel 2020, oltre ai 35 milioni previsti dalla Buona Scuola.


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