Famiglie e studenti

Save The Children: a rischio povertà 1 bimbo su 3, grave divario educativo Nord-Sud

di Al. Tr.

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In Italia, quasi un terzo dei bambini e degli adolescenti sono a rischio povertà ed esclusione sociale, con gravi divari regionali . Mentre in Sicilia sono il 56% e in Calabria il 49%, infatti, all’opposto in Friuli ed Emilia Romagna non superano, rispettivamente, il 14,9% e il 15,8%, il 17,% in Veneto e il 20% in Umbria (20%). In totale, sono 2 milioni e 156mila i bambini e ragazzi che oggi in Italia vivono in condizioni di povertà relativa, ovvero più di un minorenne su 5. Sono i numeri del Rapporto “I diritti dell'infanzia e dell'Adolescenza in Italia: I dati regione per regione 2018”, del Gruppo CRC - il gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza composto da 96 soggetti del Terzo settore - che fotografa l'incidenza della povertà e dell’esclusione in ciascuna regione, indicando quanti vivono, e dove, molto al di sotto della media nazionale.

Offerta educativa, resta il divario
La percentuale di posti disponibili nei servizi educativi per l'infanzia rispetto alla popolazione sotto i tre anni, dice il rapporto, si colloca sotto la media nazionale (22,8%) in tutte le regioni meridionali, in particolare in Campania (6,4%), Calabria (8,7%) e Sicilia (9,9%) mentre la Sardegna si distingue in positivo con il 27,9%. A differenza delle regioni del sud, la copertura di servizi offerta ai piccoli al Centro-Nord è invece molto elevata, come dimostra il 37,2% dell'Umbria, il 35,7% della Emilia-Romagna e il 33,1% della provincia di Trento. La distribuzione territoriale di tali servizi all'interno di ogni regione, spiega il report, varia da percentuali «irrisorie»come quella della Calabria (6% dei comuni) a una copertura estesissima come in Friuli, dove il 100% dei comuni dispone di almeno un servizio.

Scarso accesso a biblioteche, musei e sport
Le povertà educative non nascono però solo all’interno della scuola, sottolinea il rapporto. Se in Italia la metà dei bambini non ha letto neppure un libro in un anno (a parte i testi scolastici) vi sono regioni in cui questa percentuale raggiunge il 65% (Sicilia, Campania, Calabria), a fronte di meno di 1/3 a Trento, dove, infatti, la possibilità di utilizzare una biblioteca pubblica accogliente è ben maggiore. Solo un terzo dei ragazzi, poi, ha visitato monumenti e solo la metà un museo. A Trento, i tre quarti dei bambini e adolescenti hanno visitato almeno un museo, in Liguria 3 su 5, mentre in Calabria ben 3 bambini su 4 non hanno messo piede in un museo nel corso di un anno. Anche essere stati spettatori di uno spettacolo teatrale è un lusso che in alcune regioni riguarda un numero limitatissimo di bambini: in Calabria e Molise solo 1 bambino su 5, in Campania 1 su 4 e nella maggior parte delle regioni solo 1 su 3, che corrisponde alla media nazionale.
Anche il numero di minori tra i 3 e i 17 anni che praticano sport in modo continuativo varia sensibilmente da regione a regione a: in Campania e Sicilia meno di 1/3 è attivo, a fronte del 64% nel Lazio, e del 62% in Toscana e Umbria, mentre la media nazionale si attesta intorno al 50 per cento.

Minori migranti e accoglienza
Nel 2018, fa sapere poi il rapporto, sono stati censiti nel sistema di accoglienza 12.457 minori stranieri non accompagnati (arrivati in Italia senza un adulto di riferimento), in netta diminuzione rispetto al 2017 (erano oltre 18 mila). Si stima poi che quasi 5 mila minori (4.981) siano arrivati in Italia e subito spariti (irreperibili). La distribuzione territoriale è molto sbilanciata, visto che oltre 5 mila (il 42%) sono presenti in Sicilia (anche la metà degli irreperibili erano segnalati in Sicilia). Le altre regioni che accolgono i piccoli migranti non acocmpagnati sono la Lombardia (il 7,8% del totale), Emilia Romagna e Lazio (6,8%), Calabria e Friuli (6 e 5%).


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