Famiglie e studenti

Addio tesina, prova orale rinnovata per rafforzare i link tra le materie

di Elena Ugolini

L’Italia è uno dei pochi Paesi che prevede un colloquio orale alla fine della scuola superiore. Penso sia un punto di merito non averlo messo in discussione perché ci sono competenze chiave che non si riescono a verificare attraverso prove scritte o a test standardizzati.

La logica che guida la parte centrale della norma è molto semplice: per verificare «se sono stati acquisiti i contenuti e i metodi propri alle singole discipline, la capacità di utilizzarle e metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera» è necessario partire da testi, documenti, problemi, esperienze, progetti. È un’indicazione interessante che non dovrebbe cogliere di sorpresa le scuole ma che mette a fuoco un problema di metodo essenziale per rendere protagonisti del percorso di apprendimento i nostri studenti. Occorre coniugare una struttura comune della prova a livello nazionale con la peculiarità di ogni singolo percorso. Non a caso la stessa disposizione fa riferimento al profilo culturale, educativo e professionale dei licei, alle linee guida per gli istituti tecnici e professionali e al documento del 15 Maggio in cui deve essere documentato il percorso didattico effettivamente svolto dalla singola scuola.

Il colloquio orale degli studenti dell’istituto professionale per meccanici Belluzzi Fioravanti di Bologna che hanno seguito il programma duale svolto nei training center della Ducati, infatti, sarà sicuramente diverso da quello di una classe di liceo scientifico che ha approfondito lo studio della fisica moderna o da quella di un artistico che ha sviluppato importanti progetti di scenografia con il teatro comunale. Come costruire, quindi, un colloquio “ben fatto” all’interno della nuova legge? Come aiutare gli studenti a prepararsi al meglio? È importante provare a costruire da subito prove orali che partano da testi, documenti, problemi, esperienze , progetti per riprendere i nodi nelle fondamentali delle discipline e scoprire tutti i nessi possibili. Le commissioni d’esame sono tutte composte da insegnanti e saranno loro a dare un’impronta piuttosto che un’altra a questo primo anno. Nella pagina successiva sono riportati alcuni esempi di materiali che stiamo utilizzando nella mia scuola: le due immagini del Parco Olimpico progettato da Speer per i Giochi di Berlino del 1936 e della copertura dell’Olympiastadion di Monaco per i Giochi del 1972 di Otto Free (per leggere il il 900 a partire dall’analisi di due edifici assolutamente rappresentativi ); la figura che rappresenta il metodo Sanger di sequenziamento del Dna (per descrivere il principio su cui si basa il metodo nelle sue varie fasi e fare riferimento all’ esperienza di laboratorio nell’alternanza scuola-lavoro). Ma si potrebbe partire anche da un grafico sull’andamento dell’inflazione nella Germania prenazista (per un discorso che spazi su argomenti di storia, filosofia, matematica, cittadinanza e costituzione) o da un passo di un’opera filosofica senza indicare la fonte (invitando l’allievo a riconoscere l’autore e l’opera e a contestualizzare i temi con collegamenti in ambito letterario, filosofico, artistico e scientifico).

La “ qualità “ dei materiali di partenza è ovviamente molto importante, ma è altrettanto importante che gli studenti si abituino a questa modalità di interrogazione che può coinvolgere più docenti contemporaneamente. La legge prevede che la commissione decida nella riunione preliminare i criteri di conduzione, di valutazione e di svolgimento del colloquio. Non precisa quanti materiali dovranno essere in ogni busta ma afferma che «costituiranno solo spunto per l’avvio del colloquio che si sviluppa in una più ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare». Chiede che il candidato svolga una breve relazione sulle esperienze di alternanza scuola-lavoro e ai percorsi svolti nell’ambito di “ Cittadinanza e Costituzione “, garantendo un’equilibrata distribuzione delle diverse fasi del colloquio. Saggiamente chiede di dedicare una sessione alla preparazione dell’orale e alla predisposizione dei materiali perché rendere ordinata e utile una prova di questo tipo non è semplice. Evitando di ritornare a quegli esami orali in cui ogni commissario faceva la sua micro interrogazione in mezzo all’indifferenza generale.


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