Famiglie e studenti

Alunno immunodepresso, la sua scuola si prepara a farlo rientrare

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Potrebbe sbloccarsi a breve il caso del bambino di 7 anni e mezzo che a Roma ha superato la leucemia ma non è ancora potuto tornare a scuola a causa della presenza di alcuni compagni di classe non in regola con i vaccini. Oggi la preside ha convocato una riunione nel suo istituto con tutti i genitori e il personale della competente Asl per «accompagnare
nel modo più idoneo il rientro» del bimbo immunodepresso.

Dopo un lungo percorso di chemioterapia i medici del bimbo avevano detto che poteva tornare a una vita normale. Ma nella sua classe c'erano alcuni ragazzini che non avevano
regolarizzato la loro posizione con le vaccinazioni, una situazione che lo avrebbe esposto ad un rischio concreto per la sua salute. E che gli ha materialmente impedito fino ad oggi di
tornare tra i banchi di scuola. «Al momento non abbiamo dati ufficiali ma dai rumors tra i
genitori sembra che nell'intera struttura siano rimasti 3 bambini su 100 non a norma con i vaccini», dice il legale della famiglia del bambino, Gianpiero Scardone. «Sarebbe un notevole progresso rispetto alla situazione che ci risultava fino allo scorso mese, ma rimaniamo prudenti in quanto non conosciamo la situazione nella sua classe. E comunque anche con solo 3 persone non a norma nel plesso in rischio perdurerebbe. Attendiamo
l'esito dell'assemblea. Il nostro obiettivo è far rientrare il bambino il prima possibile e in sicurezza», aggiunge il legale al quale si è affidata la famiglia per garantire i diritti del bimbo.

«Dopo l'intervento della Regione sappiamo che la Asl nei giorni scorsi ha contattato tutte le famiglie degli alunni non a norma dando anche un supporto medico scientifico alle stesse
- aggiunge il legale -. Restiamo in attesa di comunicazioni ufficiali da parte della autorità scolastica, in vista dell’11 marzo, data inizialmente concordata con il preside per il rientro a scuola».

Appena emerse al storia del bimbo immunodepresso, a fine febbraio, la Regione Lazio chiese subito alla Asl Roma 2 di attivarsi presso la dirigenza scolastica dell'istituto in
questione «per verificare le condizioni di accesso a scuola in piena sicurezza per il bambino immunodepresso». Chiare furono le parole dell'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato: “E' un fatto di civiltà. Non possiamo accettare che il piccolo non possa frequentare regolarmente le lezioni con i suoi amici e con i suoi insegnanti perché non sussiste una situazione di sicurezza per la sua salute». E la dirigente scolastica, che sta lavorando con la Asl, assicurò: «Troveremo le condizioni per farlo tornare».


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