Famiglie e studenti

Safer Internet Day, Unicef: 90% ragazzi on line

di Alessia Tripodi

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Nel mondo il 70,6% dei giovani tra i 15 e i 24 anni sono online , in Italia il dato arriva fino al 90,2 per cento. Per questo sono necessarie «azioni concordate» per affrontare e prevenire la violenza sul Web, il cyberbullismo e le molestie digitali. La raccomandazione arriva da Unicef nel giorno del Safer Internet Day, la giornata per il Web sicuro che si è celebrata ieri in tutto il mondo. Dello stesso tenore l’appello lanciato dalla Garante per l’Infanzia, Filomena Albano, che chiede di investire «sull’educazione alla consapevolezza digitale per i minorenni», non solo per tutelarli dai rischi on line ma anche per aiutarli a conoscere quale trattamento ricevono i loro dati una volta immessi in Rete. Nell’ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day 2019, inoltre, la Polizia Postale con il Miur e la stessa Garante per l’Infanzia ha organizzato workshop e dibattiti sul tema del cyberbullismo su tutto il territorio nazionale , incontrando 60mila studenti.

Unicef: metà della popolazione mondiale è on line
Su 80 paesi presi in esame da Unicef, quelli con i 15-24enni meno connessi sono: Nigeria con il 4,6%, Bangladesh 11,8%, Pakistan 18,5%, Zimbabwe 25% e Kenya con il 29,7%. Al lato opposto, i paesi con gli under 24 più connessi sono: Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Malta e Slovenia con il 100%, Regno Unito e Corea del Sud con il 99,8%. Il Portogallo e la Germania registrano il 99%, la Spagna 98%, la Francia il 97% e gli Stati Uniti l’85,2%.
«Internet deve essere uno strumento a disposizione dei giovani, a prescindere dal loro livello di reddito» scrive Unicef, spiegando che «secondo l’Unione Internazionale delle Tlc, mentre nei paesi più ricchi il 94% dei giovani tra i 15 ei 24 anni è online, nei paesi più poveri risulta connesso più del 65% dei giovani. Si tratta di un passo avanti rispetto al ritmo di utilizzo di Internet da parte della popolazione a livello generale. Nel mondo, metà del totale della popolazione, a prescindere dall’età, è online».

Crescono i rischi di cyberbullismo
La crescita della percentuale di minori connessi al Web aumenta sempre di più i rischi on line, avverte Unicef. Che spiega: «Secondo i dati Unesco, la percentuale di bambini e adolescenti colpiti dal cyberbullismo nei paesi ad alto reddito varia tra i 5% e il 21% e le ragazze sembrano avere maggiori probabilità di subire cyberbullismo rispetto ai ragazzi».
L’appello lanciato da Unicef in occasione del Safer Internet Day si basa su un sondaggio condotto tra i giovani, che in 5 settimane ha ricevuto più di 1 milione di risposte da più di 160
paesi e suggerimenti attraverso l’iniziativa #ENDviolence Youth Talks, condotta da studenti di tutto il mondo. Tra le azioni più potenti contro il cyberbullismo i giovani hanno indicato la gentilezza, on line e off line. «A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della legge sul contrasto del cyberbullismo (L.71/17), approvata in via definitiva dal Parlamento italiano il 17 maggio 2017, l'Unicef Italia ne auspica una piena attuazione, soprattutto in materia di prevenzione» dice Francesco Samengo, Presidente di Unicef Italia, che chiede in particolare lo sviluppo del «Piano di azione per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, previsto dall’art. 3 della stessa legge».Unicef Italia ha dedicato una particolare attenzione al tema, realizzando anche un kit didattico per le scuole dal titolo “Non perdiamoci di vista” .

Il Garante dell’Infanzia: si dia il via a Piano d’azione contro cyberbullismo
Dal canto suo la Garante per l’Infanzia ha ricordato che «l’Italia ha abbassato l’età del consenso al trattamento dei dati personali online dai 16 anni del regolamento europeo ai 14 della legislazione italiana» e che «ora dobbiamo rendere tale consenso libero e consapevole accompagnando i ragazzi a capire a cosa stanno acconsentendo. Altrimenti significa solo che gli adulti se ne sono disinteressati». Quanto al bullismo on line, Albano si unisce all’appello di Unicef e riferisce di aver «sollecitato la convocazione del tavolo tecnico previsto dalla legge presso la Presidenza del Consiglio dei ministri» perchè «è fondamentale che inizi a redigere il piano di azione integrato di prevenzione e contrasto al cyberbullismo e si realizzi un sistema di raccolta dei dati per monitorare l’evoluzione dei fenomeni». Il 31 gennaio scorso, fa sapere Albano, sul tema cyberbullismo si è riunita la Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante, con l’intervento di un esperto.


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