Famiglie e studenti

Nell’alta formazione la competitivà del tessile

di Filomena Greco

La storia del distretto tessile di Biella racconta di come percorsi di formazione di eccellenza possano contribuire al rilancio di una filiera tra le più antiche d’Italia. L’Its Tam, racconta Vanna Ronzani, responsabile formazione per l’Unione industriale biellese, «è nato quando le aziende del settore e l’Ui hanno iniziato a rilevare, dopo gli anni bui della crisi, un problema di inserimento di figure tecniche ed il rischio di impoverimento dei percorsi didattici». In terra biellese comunque si è lavorato sull’intera filiera della formazione, dall’istituto tecnico alla laurea in Ingegneria meccanica con orientamento tessile «che siamo riusciti a far ripartire - aggiunge Ronzani - oltre ai master in Textile engineering, Sport engineering, fibre nobili». Flessibilità e attenzione alla tecnologia le parole chiave: sono oltre 60 le aziende che collaborano con l’Its, ma i percorsi avviati per favorire il collegamento scuola-lavoro sono molteplici, dai progetti di alternanza scuola lavoro fino all’apprendistato e ai tirocini formativi. Nell’ultimo anno poi è arrivata l’Academy territoriale del tessile, in collaborazione con Città studi, iniziativa emersa dall’esigenza delle imprese di inserire giovani operatori qualificati, pronti ad entrare in azienda in qualche mese, grazie a corsi da 300 ore e stage in reparto. Perchè un’Academy territoriale? «Perchè sono poche le aziende “formatrici” con capacità di trasferire informazioni in maniera strutturata, perchè la formazione interna ha un costo importante, perchè le pmi rappresentano un tassello fondamentale del settore. «Ciò che davvero sta cambiando - conclude Ronzani - è la consapevolezza che la scuola è l’unico vero strumento per competere».


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