Famiglie e studenti

Contributi agli studenti per le ore di alternanza: la proposta di legge di una classe trentina

di Alessia Tripodi

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Una proposta di legge di iniziativa popolare per il riconoscimento di contributi figurativi per gli studenti che fanno alternanza, proprio come accade per i lavoratori. È quella presentata dalla classe 5AB dell’istituto “Tambosi” di Trento, che, dopo essersi costituita nel comitato “Vivere il diritto” e aver ottenuto la pubblicazione dell’iniziativa sulla Gazzetta Ufficiale numero 261 del 9 novembre 2018 , punta ora a raccogliere le 5mila firme necessarie alla presentazione della proposta al Parlamento.

Il progetto
«Con l’aiuto della nostra professoressa di diritto, Giovanna Giugni, - raccontano gli studenti - abbiamo deciso di realizzare una proposta di legge di iniziativa popolare riguardante la richiesta di veder riconosciuti contributi figurativi dal lavoro svolto nel periodo di alternanza scuola lavoro durante il triennio scolastico». «Stiamo realizzando un percorso di democrazia diretta attraverso il tentativo di proporre un disegno di legge di iniziativa popolare, come previsto dalla Costituzione», spiegano i ragazzi, che hanno realizzato anche unsito Web e i profili Facebook e Instagram del progetto per pubblicizzare le attività del comitato e aggiornare gli utenti sui progressi della raccolta firme.

«Percorso di cittadinanza attiva»
I ragazzi dell’istituto trentino, che nel novembre scorso sono venuti a Roma per presentare la proposta in Corte di Cassazione, spiegano che questo progetto didattico li aiuterà «a partecipare ad un percorso di cittadinanza attiva legato alla piena assimilazione dei valori costituzionali». La proposta punta al riconoscimento dei contributi calcolati sulle ore di «servizio lavorativo effettivamente prestato» durante le attività di alternanza, in modo che gli studenti «possano trarne vantaggio in futuro», spiegano i promotori del comitato.


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