Famiglie e studenti

Istituti tecnici al passo con le sfide di Industria 4.0

di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci

Il settore industriale, dalla grande impresa alle pmi, ha bisogno di personale specializzato in possesso di elevate abilità, soft and hard skill. Industria 4.0 ha semplicemente accelerato il processo. E per questo, gli istituti tecnici più all’avanguardia stanno ricalibrando l’offerta formativa, puntando su percorsi in grado di formare “super periti 4.0”, che vanno letteralmente a ruba (e che le aziende spesso non trovano).

Il tema è strategico. All’istituto Belluzzi Fioravanti di Bologna, per esempio, si prova a “veicolare” la tecnologia più avanzata anche in chiave di sviluppo del territorio: «Abbiamo iniziato a collaborare con aziende, quali Ducati Motor Holding, Automobili Lamborghini e Poggipolini - racconta la dirigente scolastica, Roberta Fantinato -. Con loro è in fase di realizzazione un progetto biennale di open innovation che vede coinvolte una classe del Belluzzi a indirizzo meccanico e una classe dell’istituto tecnico commerciale Mattei a indirizzo Finanza e marketing. Il progetto si qualifica come una commessa d’impresa, finalizzata a rivisitare le sospensioni anteriori di un’automobile Countach LP400 per un ipotetico cliente».

Gli studenti, accompagnati da tutor scolastici e aziendali, stanno studiano soluzioni innovative e maggiormente performanti a livello di materiali e metodi di fabbricazione, ma rispettose dello stile della LP400. Una volta selezionate le due proposte migliori i ragazzi si concentreranno sui due progetti selezionati per arrivare alla costruzione di un prototipo, che verrà stampato in 3D. «Sempre in tema di Industria 4.0 - aggiunge Fantinato - è in corso un progetto creato dall’azienda Yoox-Net-À-Porter per ideare, prototipare e sviluppare applicazioni digitali e siti web attraverso metodologie innovative».

Da Bologna a Roma, il passo è breve. All’istituto Galilei sono partiti questa settimana tre nuovi percorsi destinati a studenti delle terze classi in alternanza e altrettanti percorsi di didattica multidisciplinare curricolare per le quarte e quinte classi, frutto di un protocollo d’intesa tra il Galilei, istituto capofila del polo tecnico professionale Galileo, e l’Accademia italiana videogiochi (Aiv). «Il progetto è triennale - spiega la preside, Elisabetta Giustini -. Coinvolgeremo 60 studenti l’anno, selezionati in base a competenze sviluppate anche in contesti informali e non formali, integrate nella didattica curricolare. Si tratta di un’esperienza innovativa e unica in Italia che ha per oggetto game design (177 ore di lezione frontale e 177 ore di lavoro individuale), programmazione (171 ore di lezione frontale e 171 ore di lavoro individuale), grafica 3D (210 ore di lezione frontale e 210 ore di lavoro individuale), studiati per appassionare i ragazzi all’interdisciplinarietà del sapere e per anticipare le richieste dell’alta formazione e del mondo del lavoro». L’iniziativa si innesta in un piano complessivo dell’offerta formativa del Galilei, prosegue Giustini, che approfondisce, tra l’altro, temi quali: big data analytics, cybersecurity, gestione e implementazione di sistemi e impianti di produzione civile e industriale del tutto automatizzati secondo i paradigmi di Industry 4.0 e le complessità relative alla realizzazione di sistemi interconnessi (Smart manufacturing).

A Dalmine (Bergamo) l’istituto Marconi, evidenzia il preside, Maurizio Chiappa, «sta affrontando le sfide che la trasformazione digitale sollecita all’istruzione tecnica, sviluppando innovazioni in quattro campi: la creazione di ambienti laboratoriali innovativi, lo sviluppo di un curricolo attento a nuove skills e lavoro, la cura dello sviluppo professionale dei docenti e l’utilizzo dell’alternanza per creare moduli di work based learning integrati con il percorso curricolare dell’allievo». Abbiamo in piedi diversi progetti, sottolinea Chiappa. Un esempio? «L’iniziativa legata al laboratorio per l’occupabilità “Smile” collocato all’interno del parco scientifico e tecnologico KilometroRosso dove si svilupperanno percorsi “on the job” in laboratorio. Qui viene ricostruita, fisicamente o digitalmente, una linea manifatturiera con tecnologie Industria 4.0 sul modello della Factory Learning».


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