Famiglie e studenti

In 143 licei bastano 4 anni per arrivare alla maturità

di Alessia Tripodi e Laura Virli

Un percorso di 4 anni, invece dei canonici 5, per arrivare all’esame di maturità a 18 anni, come già avviene in gran parte dei Paesi europei. È la possibilità offerta dalle 189 scuole italiane autorizzate dal Miur a offrire percorsi quadriennali. Di queste, 143 sono licei e 46 istituti tecnici, scuole nelle quali si sperimentano percorsi innovativi non solo dal punto di vista dell’orario - che si allunga oltre le 30 ore settimanali, anche fino a 40 nei tecnici - ma anche nella didattica, meno frontale, più laboratoriale. E che nel triennio riescono anche a destinare un monte ore all’orientamento universitario, con incontri informativi sui percorsi di laurea, esperienze di alternanza in ateneo, colloqui con esperti e simulazione dei test d’accesso ai corsi a numero chiuso.

La sperimentazione dei licei in 4 anni è partita poco più di un anno fa, quando l’allora ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel dicembre 2017 autorizzò le prime cento scuole a offrire percorsi quadriennali. A gennaio 2018, poi, è arrivato il decreto con l’ok a un altro centinaio di istituti. L’idea di introdurre in Italia percorsi di durata quadriennale alle superiori non è nuova: la prima proposta arrivò nel 2000 dall’ex ministro Luigi Berlinguer, con una riforma che però non venne mai attuata. Dopo oltre 10 anni, nel 2013, una commissione istituita da Francesco Profumo riprese il tema e Maria Chiara Carrozza diede il via ad alcune sperimentazioni alle quali Stefania Giannini non si oppose. E poi con la ministra Fedeli è arrivata la svolta, che ha consentito una valutazione di questi percorsi su grandi numeri e su tutto il territorio nazionale. Una sperimentazione che, come accennato, avvicina gli studenti italiani ai colleghi europei: la maturità a 18 anni, infatti, è una prassi consolidata da tempo in Paesi quali Belgio, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito, oppure Germania, ma solo nelle scuole tecniche.

Il primo bilancio delle sperimentazioni portate avanti in Italia appare positivo. «Per un curricolo del liceo scientifico non ci sono grossi problemi, è sufficiente aumentare l’orario», spiega Alessandra Rucci, dirigente del liceo scientifico delle scienze applicate quadriennale Luigi Savoia di Ancona, dove l’orario è «di 6 ore al giorno, con uscita alle 14, per un totale di 32 ore settimanali». Non solo. «L’anno scolastico - spiega ancora Rucci - inizia il 1° settembre, in modo da poter avere saldi positivi di orari che ci permettono di fare percorsi personalizzati per gli studenti». Ovvero «2 ore settimanali che, nel biennio, utilizziamo per l’approfondimento o il recupero in italiano, inglese e matematica - racconta la dirigente - mentre nel triennio servono per la preparazione agli studi universitari». Al liceo Savoia «ogni studente è seguito da un tutor per tutto l’anno», sottolinea ancora Rucci, «la valutazione è bimestrale» e i docenti «non sono scelti a caso e sono incentivati anche dal punto di vista economico».

Anche Elena Ugolini, ex sottosegretaria all’Istruzione, oggi dirigente del liceo Malpighi di Bologna dove è stato attivato un linguistico quadriennale, è convinta che siano sufficienti «4 anni fatti bene per far acquisire agli studenti gli strumenti necessari a frequentare l’università o, nel caso dei tecnici e dei professionali, per entrare nel mondo del lavoro». Al Malpighi, spiega la dirigente, l’orario settimanale è di 30 ore «più 3 ore di workshop il venerdì pomeriggio», uno spazio «personalizzato su competenze ed eventuali carenze degli studenti» nel quale si affronta un argomento differente anno per anno: dal metodo di studio, al coding e alla robotica, fino alla preparazione dei test per l’università. Anche a Bologna, fa sapere la dirigente, si parte a inizio settembre e le prime due settimane di lezione si frequentano all’estero: in Francia, Germania, Spagna e, nell’estate tra il quarto e quinto anno, anche in Australia.


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