Famiglie e studenti

A lezione di civica, tutti i tentativi da Moro alla riforma Gelmini

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Correva l’anno 1958 quando l’allora ministro della Pubblica Istruzione, Aldo Moro, propose quello che divenne il decreto del Presidente della Repubblica n. 585, col quale furono definiti i programmi per l'insegnamento dell'educazione civica nell’istruzione secondaria, sia quella - allora si chiamava così - inferiore, sia quella superiore.

Programmi obbligatori
I programmi prevedevano che l’insegnamento di storia fosse obbligatoriamente integrato, per due ore, con i seguenti argomenti: i lineamenti essenziali della Costituzione; i diritti e i doveri dei cittadini; il lavoro e la sua organizzazione e tutela; le organizzazioni sociali di fronte allo Stato; nozioni generali sull’ordinamento dello Stato; principi della cooperazione internazionale.

Nel 1979 educazione civica solo nella scuola media
È nel 1979 che comincia il lungo processo di uscita dell’educazione civica dai programmi ministeriali. Infatti, nel febbraio di quell’anno furono pubblicati in Gazzetta Ufficiale i nuovi programmi di insegnamento, coi quali la materia fu limitata alla sola scuola media (ora secondaria di primo grado).

L’uscita dai programmi nel 1990
L’educazione civica scomparve dai “programmi” scolastici, quale disciplina a sé stante, nel 1990. I docenti di storia potevano continuare a trattarne i temi, però per non più di due ore al mese, all’interno del monte orario complessivo della loro materia.

Nel 2008 arriva Cittadinanza e Costituzione
Con il Ministro Mariastella Gelmini, nel 2008, furono rivisitati gli ordinamenti scolastici. Fu previsto che gli insegnamenti dell’ambito storico venissero integrati, a parità di ore e in via sperimentale, per l’acquisizione di competenze relative a Cittadinanza e costituzione. Tuttavia, non furono individuati precisi obiettivi di apprendimento, lasciando così la realizzazione dell’insegnamento all'iniziativa dei singoli docenti.


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