Famiglie e studenti

Anche Unioncamere a favore dell’alternanza: «Il governo ci ripensi»

di Maria Piera Ceci

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Quasi cinquemila firme in quattro giorni per la petizione promossa da Federmeccanica per chiedere che non si torni indietro sull'alternanza scuola-lavoro. Nella legge di Stabilità ora in discussione è previsto infatti un dimezzamento delle ore e dei fondi destinati all'alternanza. Una protesta che a Job & Orienta, la mostra convegno dedicata all'orientamento e alla formazione in corso a Verona, si dipinge dei colori dei gilet gialli, che rimandano alle proteste in corso in Francia. Federmeccanica li ha distribuiti ad alcuni ragazzi delle scuole che hanno distribuito volantini in Fiera per sensibilizzare sui pericoli di un ridimensionamento del progetto alternanza.

Un errore tornare indietro anche per Giuseppe Riello, vicepresidente Unioncamere e presidente Camera di commercio di Verona.
«Penso che sia l'ennesimo errore che il governo sta facendo, perché se c'è una cosa che è stata fatta bene sicuramente è il progetto di alternanza scuola lavoro. Sia come Unioncamere che come singole Camere di commercio, ci siamo impegnati molto sul territorio e i risultati sono arrivati. Come tutte le cose nuove, ha avuto necessità di tempi nella fase iniziale. Ora che abbiamo rodato tutti gli ingranaggi, siamo però pronti ad ottenere dei risultati importanti. I ragazzi hanno un riscontro significativo per la loro crescita e penso che sia assolutamente un errore ridurre le ore e i finanziamenti, perché questo è un primo passo per modernizzare la scuola italiana».

Quanto è importante che gli studenti inizino a conoscere la realtà del mondo del lavoro già con l'Asl?
«Sono tanti anni che sento dire che la scuola italiana è troppo distaccata dal mondo del lavoro vero. Si fa sempre riferimento alla Germania o agli Stati Uniti, anche se in questo caso poi c'è chi critica una presenza eccessiva delle aziende nelle scuole. Certamente quello dell'Asl era un passo per fare in modo che i ragazzi si rendessero conto di cosa voglia dire effettivamente trovarsi in un'azienda, con tante agente, con dei compiti, con dei ruoli. In fase di crescita del ragazzo, nel momento di maggior maturità in quarta o quinta superiore, è fondamentale. Per loro sarebbe una grande perdita».

Qual è il vostro riscontro dell'esperienza già in atto?
«Unioncamere svolge questa attività di coordinamento nel rapporto fra scuole, istituzioni e imprese. Verona, come tante altre Camere di commercio, ha istituito dei bandi attraverso i quali vengono riconosciuti bonus da 750 euro alle aziende che ospitano i ragazzi, di modo da dare un contributo soprattutto alle imprese artigiane e alle piccole e medie imprese. A Verona solo quest'anno abbiamo dato settecentomila euro di contributi alle aziende che hanno ospitato i ragazzi. 750 sono stati i ragazzi che hanno partecipato all'Asl attraverso Camera di commercio e abbiamo avuto oltre mille adesioni al sito che gestisce il progetto. Gli studenti hanno potuto scegliere fra studi professionali, studi tecnici, aziende artigiane e aziende industriali. Hanno avuto un'ampia scelta. La perdita maggiore sarebbe per i ragazzi che perderebbero un'occasione importante di conoscere il mondo del lavoro».

Pensate di aderire alla petizione di Federmeccanica?
«Sicuramente anche Unioncamere farà una serie di attività per scongiurare questo errore».


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